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IL CIELO SOPRA BERGAMO

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Calcio, Serie A –

IL CIELO SOPRA BERGAMO

L’Atalanta di Gian Piero Gasperini non riesce ad andare oltre lo 0-0 contro il Celtic al Gewiss Stadium.

Una partita dominata in lungo e in largo dai bergamaschi che però non sono stati capaci di sbloccare il risultato. Gli scozzesi reduci dai sette gol subiti contro il Dortmund hanno innalzato la muraglia cinese davanti l’area di rigore, contrastando ogni attacco atalantino.

Sicuramente 90 minuti che lasciano l’amaro in bocca a tutta Bergamo. La vittoria sarebbe stata fondamentale ai fini del posizionamento dell’Atalanta in questa nuova Champions League.

Analizziamo adesso tutto il percorso dei neroazzurri fino ad ora.

MILLE GIORNI DI TE E DI ME

C’è un ragazzo nell’Atalanta di Gasperini che dal 2017 ad oggi è diventato un punto fermo. L’allenatore non può fare a meno di lui, e così anche i suoi compagni. Se vogliamo dirla tutta la squadra e la città sembrano ormai profondamente legate a lui. Non ruba mai la scena, non si prende le luci dei riflettori o le prime pagine dei giornali, e peraltro ha la fascia da capitano sul braccio. Stiamo ovviamente parlando di Marten De Roon.

Finora imprescindibile per la Dea in questa stagione : 11 partite, 11 volte titolare, 990 minuti giocati.

Il classe 1991 sembra aver acquisito ormai una tale sicurezza dei suoi mezzi che lo fa performare al massimo sia da mediano che da difensore centrale. Il punto di forza è sicuramente il senso della posizione e la sua heat map lo conferma (quest’ultima si concentra maggiormente sulla zona destra del centrocampo, toccando alcuni picchi anche nelle zone centrali dell’area di rigore). Il numero 15 vince il 58% dei contrasti, sia aerei che a terra, perché quando indossa l’armatura da Iron Man nessuno passa oltre i suoi confini.

I dati che più mi hanno lasciato a bocca aperta sono però quelli di quando ha la palla tra i piedi: 76,3 tocchi a partita, 86% di precisione passaggi. Potreste, però, pensare che questi passaggi avvengano con i difensori o comunque nella metà di campo dell’Atalanta ed è qui che vi sbagliate. L’81% avviene nella metà campo avversaria, numeri che descrivono da soli la grandezza di De Roon.

Non si mette in risalto o poche volte viene preso come esempio quando si vuole descrivere la crescita portata da Gasperini. Mai una parola fuori posto o un gesto antisportivo. Se c’è un uomo che la Dea deve ringraziare è sicuramente Marten De Roon.

UN INIZIO ALTALENANTE

Dopo quel 22 maggio, un po’ tutti eravamo intimoriti. Io stesso credevo che questo potesse finalmente essere l’anno della consacrazione della Dea e che lo scudetto potesse dirigersi a Bergamo. Questo inizio di stagione, però, sembra essere lo stesso delle scorse stagioni. Non si può certo dire che sia negativo, ma manca sempre quel tassello in più che eviti la rincorsa alla Champions a fine anno.

Per ora i neroazzurri tra tutte le competizioni hanno conquistato: 5 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte. Probabilmente la disfatta più sonora è stata quella a San Siro contro l’Inter, uno scontro diretto importantissimo, ma completamente sbagliato sotto tutti gli aspetti.

I lati positivi, però, sono sicuramente maggiori rispetto a quelli negativi: Retegui ne è la dimostrazione. L’attaccante italiano ha collezionato ben 8 gol in 9 partite, affiancato da un Lookman decisivo ogni 97 minuti. La presenza poi di Ederson a centrocampo rende il tutto più facile, sia in fase offensiva che difensiva. Il brasiliano è ormai un giocatore totale con il rifornimento automatico di benzina: non si stanca letteralmente mai.

La domanda è quindi: la Dea è in lotta per lo scudetto? In effetti solo sei punti la distanziano dalla vetta, non proprio un divario ampio. A favore del Gasp c’è sicuramente il fatto di avere un progetto solido, con basi fondate da anni, al contrario delle rivali che stanno cercando di ritrovarsi. Non lasciamoci quindi distrarre, gli uomini di Bergamo sanno come stringere i denti e lottare per il tricolore.

IL TALLONE D’ACHILLE

Il problema maggiore di quest’anno risiede secondo me nel reparto difensivo, dove l’assenza di Giorgio Scalvini si fa sentire. Sono 13 i gol subiti dall’Atalanta fino ad adesso, dato che sicuramente lascia il tempo che trova, ma che ci aiuta a capire come poche volte la partita viene chiusa.

Tra le retrovie spicca però il nome di Hien, autore di prestazioni di altissimo livello in questo avvio di stagione, prendendo sulle spalle il reparto per trovare una solidità che manca.

Tanto sono gli errori commessi da Carnesecchi e compagni, soprattutto per quanto riguarda le uscite dal basse. Questo sicuramente genera opportunità per gli avversari.

La rincorsa allo scudetto non può quindi che passare dal ritrovare una solida difesa, fondamentale per permettere poi a Lookman, Retegui e compagni di essere liberi di esprimere il loro talento.

cielo sopra Bergamo: pareggio Atalanta
Isak Hien

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Autore

  • Cari lettori e care lettrici, io sono Gabriele Brunetti, ho 21 anni e vengo da Roma. Sono autore e referente della sezione Calcio di Fuori Dal Gioco. Mi piace raccontare le storie dello sport, soprattutto quelle passate, ma non vi preoccupate perché adoro anche discutere di attualità. Spero che i miei articoli, e quelli dei miei colleghi, vi piacciano!

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