10 Marzo 2025
Gabriele Talarico, Matteo Mereu e Alessandro Robustelli hanno avuto il grande onore di conoscere e intervistare Giorgio Basile, telecronista di Dazn e Super Tennis. La discussione è articolata in domande varie su quello che potremo aspettarci in questa stagione tennistica: dall’indiscussa primazia di Jannik Sinner sul tennis mondiale, il caso Clostebol, passando per la stella e rivale Alcaraz, la leggenda Djokovic, fino ad alcune sue considerazioni personali sul passato e il futuro di questo sport. Cosa ci riserverà il mondo del tennis nel 2025? Ringraziamo Giorgio per tutta la disponibilità e gentilezza.
Sinner troppo forte? Alcaraz supererà queste ultime difficoltà? Sarà l’ultimo anno ad alti livelli per Novak Djokovic? Matteo Mereu, partendo da queste considerazioni abbastanza evidenti, ritiene che siano già stati lanciati alcuni segnali decisivi sul futuro di questa stagione.
Basile considera questi primi segnali come una conferma del momento ultra-positivo del tennis italiano. Oltre all’indiscutibile Sinner, l’Italia può contare su una coppia molto forte ed equilibrata: Simone Bolelli e Andrea Vavassori.
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Oltre ai tennisti italiani, bisogna evidenziare i due tornei vinti da Felix Auger-Aliassime. Un giocatore che può esprimersi ad altissimi livelli, penalizzato in questi anni dalla mancanza di continuità. Rimanendo in Canada, anche Shapovalov può affermarsi come protagonista nel 2025, dopo un grande inizio di stagione, sconfiggendo Fritz, Paul e Ruud a Dallas. Un altro tennista con un grandissimo potenziale.
E Alcaraz e Djokovic? La situazione di Alcaraz non è così tragica come alcuni descrivono: nel 2024 ha vinto due Slam e la medaglia di argento alle Olimpiadi. Djokovic sicuramente vorrà continuare a essere competitivo. La sua fame di vittorie rimane il suo grande punto di forza. Ma ci torneremo dopo.
Jannik Sinner è davvero così superiore agli altri? In questo momento nessun tennista può insidiarlo? La forza mentale e atletica di Sinner è indiscutibile. Oltre al caso Clostebol, quali ostacoli può incontrare il numero uno al mondo? Chiede il nostro Matteo Mereu.
Per Basile non ci sono dubbi: “Si, Sinner in questo momento è superiore agli altri. Una cosa impressionante che fatico a commentare. Ha asfaltato gli avversari durante l’Australian Open, come se fosse un veterano con 10 anni di stagioni vincenti. “
Non a caso Sinner ha perso solo un set in tutte le partite giocate complessivamente durante l’Australian Open, e durante i primi turni.
“La superiorità trasmessa da Jannik all’Australian Open è irreale. Ha sconfitto il numero 4 del mondo come se fosse una sfida contro il numero 50 del ranking. Sinner ha il potere di rendere normali situazioni che non sono normali. Ha sofferto in pochissime fasi di un intero Slam, ma sempre in totale controllo.“
“Chi può impensierire Sinner? In questo momento credo solo Alcaraz, ma non sottovaluto Djokovic. Incontrare Nole in uno slam è sempre qualcosa da evitare.”
“La vicenda Sinner-WADA ha davvero del surreale. Jannik è totalmente innocente, e questo lo ha confermato lo stesso General Counsel della WADA, Ross Wenzel, che ha chiarito pubblicamente come non ci sia mai stato alcun sospetto di doping o comportamento scorretto. Sono stati analizzati tutti i campioni raccolti nei 12 mesi precedenti alle due mancate reperibilità di marzo 2023, e non è stato trovato nulla di irregolare.”
“Nonostante questo, il patteggiamento di 3 mesi lascia inevitabilmente l’amaro in bocca. Dover saltare tre mesi di tornei per una vicenda così grottesca è difficile da digerire, soprattutto quando è stato accertato che non c’è mai stato un vero caso di doping. Detto ciò, Sinner è circondato da professionisti di alto livello e sono certo che saprà trasformare questo stop forzato in un’opportunità per ricaricare energie e tornare ancora più affamato e determinato.”
“La pagina più triste, però, resta l’atteggiamento di alcuni colleghi, troppo frettolosi nel giudicare senza nemmeno leggere le carte. Non solo Kyrgios, ma anche Jarry, Griekspoor e, purtroppo, persino Stan Wawrinka. Un campione vero dovrebbe sapere che, prima di puntare il dito contro un collega, è doveroso informarsi e rispettare la verità dei fatti.“
Da dove può ripartire Alcaraz? domanda Matteo.
“Avendo vinto così tanto da giovanissimo, un calo di motivazione e di stimoli è normale. Poi vedere Sinner vincere così tanto, secondo me, gli stimoli si ripristinano in automatico. Com’è successo in passato con Federer e Nadal, nel senso che i trionfi di uno sono stati la motivazione per l’altro, per tornare a vincere.”
“Ma il vero problema di Alcaraz credo sia un crollo a livello fisico. Lui adotta un gioco molto esplosivo e dispendioso a livello di energia. La stessa cosa succedeva a Nadal nella fase finale di stagione. Tuttavia nel 2024 ha vinto Roland Garros e Wimbledon. Poi è stato finalista alle Olimpiadi e quest’anno è ripartito molto bene.
“Nonostante l’attuale superiorità di Sinner su tutti gli altri suoi rivali, vedo tanti segnali positivi anche nel gioco di Alcaraz: sta diventando più solido nel lato del rovescio, che l’ha tradito a volte, specialmente giocando contro Sinner. E infatti ripeto: sarà sicuramente il principale nemico di Jannik.”
A 21 anni è normalissimo avere degli up and down in carriera, specie dopo aver già vinto qualche slam. Infatti Basile teme le probabili critiche che molti rivolgeranno a Jannik Sinner, appena deluderà le aspettative.
“Ho paura delle future critiche rivolte a Sinner, quando inizierà a non vincere qualcosa. Ripeto: questa sua costanza di rendimento è irreale, una cosa mai vista. Ma non possiamo aspettarci che sarà sempre così. Anche Jannik avrà periodi di difficoltà. Speriamo più tardi possibile, ma sarà normalissimo vedere Sinner eliminato ai primi turni di qualche Slam.
Proprio in merito al futuro di Sinner, Gabriele Talarico ha domandato: “Quanto influirà il futuro addio di Cahill a fine stagione? Potrebbe essere un fattore che ostacolerà il percorso vincente di Jannik?”
Basile ritiene che l’addio di Cahill potrà influire sulle sue prestazioni future, ma non in maniera rilevante, perché lo staff di Sinner è sempre ben preparato. L’altoatesino potrà sempre contare sulla competenza e preparazione di Vagnozzi, che sa benissimo come supplire all’assenza di Cahill.
Forse è difficile accettare Nole così in difficoltà. Anche l’indiscusso campione serbo sta facendo i conti con il tempo che alla fine sconfigge qualsiasi atleta. Fin dove può arrivare in questo 2025?
Basile pensa che Nole farà di tutto per fare la storia: raggiungere il 25esimo slam vinto in carriera. Vorrà migliorare una carriera già perfetta e leggendaria.
“Djokovic è probabilmente il migliore tennista di tutti i tempi. Io mi sono appassionato di tennis grazie a Roger Federer e un po’ mi dispiace dirlo, ma Nole è un campione assoluto. Una cosa assurda vederlo giocare a questi livelli a 37 anni. Nonostante alcuni problemi fisici, ha raggiunto la semifinale dell’Australian Open…”
“Mi è piaciuta molto la scelta di prendere Andy Murray come allenatore. Peraltro, è molto strano vedere la trasformazione di giocatori con cui siamo cresciuti in allenatori, ma è ancor più strano vedere Murray come allenatore Djokovic. Si tratta di una grande scelta perché Murray era un grande stratega da giocatore, che tatticamente sbagliava poco. Quindi vedere questo duo con Nole ancora competitivo a 37 anni è una cosa bellissima per il mondo del tennis.”
“Io poi non dico mai che un atleta debba ritirarsi all’apice della carriera o superata una certa età. Non c’è nulla di sbagliato se un giocatore over 35 continua ad allenarsi e divertirsi. Ovviamente Djokovic stesso ci dirà quando sarà il momento giusto per ritirarsi: se dovesse continuare a raggiungere fasi finali di uno slam, perché dovrebbe ritirarsi? Se dovesse invece risultare sempre sconfitto nei primi turni di quasi tutti i tornei da lui disputati, credo che sarà il primo a decidere di smettere di giocare. Lui conosce benissimo il suo corpo e capirà quando sarà il momento giusto per ritirarsi, una volta riscontrata l’assenza di competitività.”
Matteo: “Cosa simile fece Murray, che nonostante vari infortuni, continuava a mettersi in gioco..”
Basile: “Si, assolutamente. Poi è bello ritirarsi da numero uno al mondo, ma è stupendo osservare campioni assoluti sfidare se stessi e i propri limiti per la sola passione nutrita verso questo sport. Uno come Murray non giocava tornei in zone sperdute del mondo per montepremi o ranking. Stessa cosa potrebbe fare Djokovic, ma penso anche a quello che sta facendo Stan Wawrinka. Un altro esempio è David Goffin, ex numero 7 del ranking, con grandi risultati in carriera e che ora gioca challengers dappertutto. Esempi di totale passione per questo sport.“
Zverev ha dichiarato di non voler essere ricordato come il migliore tennista a non aver mai vinto uno Slam. Questa sua voglia di vincere uno slam può diventare un’ossessione al livello tale di autodistruggerlo a livello sportivo? Può esserci questo scenario a lui sfavorevole?
Per Basile il fattore mentale di Zverev sarà fondamentale per il futuro della sua carriera. Al tedesco mancherebbe davvero poco per vincere uno Slam, ma è stato in un certo senso “sfortunato”, perché ha iniziato a farsi notare nel tennis mondiale durante l’epoca divina dei Big Three. Una volta ritiratosi Federer e Nadal, con solo Djokovic, sono sopraggiunti Alcaraz e Sinner, perdendo contro questi le ultime due finali slam da lui giocate (Roland Garros 2024 e Australian Open 2025). Ma la sconfitta più recriminata in questo ambito è stata probabilmente quella contro Thiem nella finale degli Us Open 2020, quando Zverev fu clamorosamente rimontato dopo aver vinto i primi due set.
“Quella sconfitta fu un brutto colpo a livello mentale, ma Zverev rimane un grande tennista. Pure lui, dopo un bruttissimo infortunio alla caviglia, ha avuto la forza e la costanza di rientrare nella top 5 al mondo. Poi per vincere uno Slam, sinceramente deve sperare nella giornata negativa di Sinner o Alcaraz. Lo Zverev Prime è lontano da Sinner/Alcaraz prime. Rimane però un giocatore completissimo e costante, quindi un’occasione arriverà. Se dovesse sbloccarsi nelle fasi decisive a livello psicologico, lo Slam è alla sua portata.”
“Può essere proprio Zverev il tennista che impensierirà Sinner e Alcaraz nei prossimi anni? Al dualismo Sinner-Alcaraz può aggiungersi il tedesco, ripristinando una nuova generazione di Big Three nel mondo del tennis? E se non Zverev, chi potrebbe essere? “-Alessandro Robustelli
Per Basile Zverev può essere l’unico della generazione precedente, dei tennisti nati negli anni ’90. Oltre a Zverev però, ci sono tanti giovani molto interessanti: Rune è stato un esempio di grande talento e grande promessa, che non ha soddisfatto le aspettative, ma anche Joao Fonseca. Il tennista brasiliano classe 2006 ha impressionato chiunque nelle ultime uscite.
“Credo che Fonseca diventerà uno dei migliori al mondo. Alla sua età possiede tanta solidità mentale e colpi da fuoriclasse, con tantissimi margini di miglioramento.“- Fabio Basile
“Poi Jakub Mensik, che ho commentato un paio di volte, è veramente bravo. E commentando i challengers, ho la possibilità di visionare in anticipo qualche promessa. Un altro spagnolo, Martin Landaluce, molto forte sulla terra rossa, ma se la cava su tutte le superifici e sarà un avversario pericoloso per tutti.”
“Spero di vedere ad alti livelli un altro italiano, ancora minorenne. Si tratta di Federico Cinà e si parla tanto di lui, ma a differenza di Sinner, avrà il grande vantaggio di crescere senza troppa pressione. Siamo tutti molo concentrati su Jannik, Musetti, Berrettini…tanti altri italiani, motivo per cui i giovani di oggi possono crescere lontano dai riflettori…”
Ricordiamo infatti che Federico Cinà ha conquistato una wild card per partecipare al Miami Open: debutto a soli 17 anni in un Masters 1000.
“Quindici anni fa nel circuito maschile italiano, con Seppi o Bolelli, per dirne due, qualficarsi oltre il terzo turno di uno slam o torneo prestigioso, era considerato un successo. Ma eventuali risultati positivi aumentavano la pressione. Si parlava tantissimo di qualsiasi tennista, come un giovanissimo Fabio Fognini, anche se non rientrava nella top 30 mondiale. Quindi vincere aiuta a vincere anche da questo punto di vista, perché avere in questa fase vincente del nostro tennis tanti giocatori importanti , su cui ricadono le maggiori attenzioni dei media, permette a tanti altri giovani del nostro paese di crescere senza troppe pressioni addosso.”
“A proposito di storia del tennis italiano e mondiale, per Giorgio Basile chi è il più grande rimpianto degli ultimi 20 anni? Quale tennista con maggiore continuità avrebbe potuto scalfire Federer, Nadal, Djokovic e Murray?”- Alessandro Robustelli
Basile non ha dubbi: “Uno è sicuramente Juan Martin Del Potro. Uno dei miei giocatori preferiti e un rimpianto gigantesco. Peccato per i suoi infortuni, perché altrimenti sarebbe stato un giocatore devastante. Lui è un altro grande esempio di carriera incentrata sulla passione per questo sport. In alcune interviste lui stessi ha dichiarato di avere qualche problema motorio, a causa di tutto quello che ha passato sui campi da tennis…”
Poi, rimanendo nel nostro paese, anche Fabio Fognini è un altro grande rimpianto nella storia del tennis. Un talento unico.
“Fognini è stato un altro tennista che mi ha fatto innamorare di questo sport. Un giocatore con delle qualità pazzesche. Molti hanno detto: “Eh ma Fognini non ci sta con la testa”. Concordo, ma fino a un certo punto. Il suo vero punto debole non fu la sua mente, ma il servizio. Se avesse avuto un servizio pregevole, avrebbe trascorso la sua carriera nella top 10 mondiale. Avere un servizio preciso e potente è una grande arma per un tennista e Fognini infatti doveva fare i miracoli per fare qualsiasi punto. A livello di tecnica e fantasia nei colpi, credo sia stato uno dei migliori degli ultimi 20 anni.”
“Il servizio è probabilmente uno dei colpi più sottovaluti nel tennis, ma quanti tennisti e quanti campioni sia aggrappano a fare una super battuta per mantenere sotto controllo l’andatura di una partita? Djokovic è stato uno che si è adattato molto per migliorare il servizio negli ultimi 10 anni. Stessa cosa ultimamente ha fatto Sinner. O addirittura, quanti punti ha fatto Isner solo con il servizio?”- Matteo Mereu
Basile: “Assolutamente! Il servizio è un colpo fondamentale. Per fare un esempio: Giovanni Mpetschi Perricard, dotato di un super servizio, ti chiude un game in 40 secondi con 4 aces. Un giocatore con grande servizio e dritto arriva agevolmente nei primi 50 tennisti al mondo. Poi serve però tanto altro per fare lo step successivo, altrimenti un top server come Isner sarebbe stato sempre nella top 10…”
“Berrettini ha sempre posseduto un grande servizio, soprattutto sull’erba. Come reputi la sua attuale situazione? Fino a che punto può arrivare Matteo Berrettini in questa stagione? “-Gabriele Talarico
Non sono stati anni semplici per Matteo, con i vari cambi di allenatore e alcuni infortuni, ma secondo Basile, la vittoria della Coppa Davis con lui protagonista potrebbe avergli trasmesso la giusta carica agonistica per il suo futuro.
“Mi aspetto tantissimo dai nostri ragazzi. Il 2024 sarà un anno irripetibile per numero di tornei vinti con tanti giocatori diversi, oltre a Sinner. Mi aspetto però, un grande 2025 da Matteo Berrettini. Se dovesse trovare serenità a livello fisico e muscolare, lui è un giocatore che può stare agevolmente nella top 10 mondiale. Purtroppo in un tennis sempre più incentrato sull’atletismo e la potenza, in cui vengono esaltate le caratteristiche di Berrettini, se il tuo fisico non risponde al 100%, fai fatica…”
Lorenzo Musetti può raggiungere la top 10?
Basile: “Si, può farlo ed è un giocatore che io adoro, essendo un grande fan del rovescio con una mano. Amo i giocatori fantasiosi e tecnici come lui. Anche di lui si parla tanto dell’aspetto mentale, ma è un ragazzo ancora molto giovane. “
“Credo che Musetti debba però migliorare alcuni aspetti del suo gioco e lo farà sicuramente con il suo staff. Per esempio stare troppo distante dalla linea di fondo lo penalizza tanto…deve capire che può giocare a grandissimi livelli, anche posizionato qualche metro più avanti. Sta lavorando tanto bene e non siamo lontani dalla top 10.“
CHI SARANNO I VINCITORI DI ROLAND GARROS, WIMBLEDON E US OPEN NEL 2025?
“Una domanda difficile, ma quello che spero è di vedere Sinner vincitore a Wimbledon, lasciando ad Alcaraz la vittoria del Roland Garros. Sarebbe meraviglioso vedere un italiano trionfare a Wimbledon.“
“Se devo farti tre nomi: ti dico Roland Garros a Alcaraz. Wimbledon sarà l’ultimo atto vincente di Djokovic. Nole si ritirerà poco dopo aver trionfato nuovamente a Wimbledon. E a Us Open trionfa il nostro Jannik Sinner. Attualmente sul cemento non c’è partita, ma mancano ancora 6/7 mesi…”
“Con questi tre vincitori sarebbe un grande 2025!”
“Jasmine Paolini ha fatto un percorso stellare nel 2024, può ripetersi? o fino a che punto? E c’è qualche altra tennista italiana che ti ha stupito e può affermarsi nel 2025?”
“La categoria femminile purtroppo non è allo stesso livello di quello maschile, ma ci può stare, perché lo sport è fatto di cicli generazionali. Abbiamo vissuto anni stupendi con Roberta Vinci, Flavia Pennetta, Sara Errani, Francesca Schiavone…”
“Jasmine Paolini ha fatto qualcosa di straordinario nel clou della sua maturazione tennistica, non essendo più giovanissima. Non abbiamo altre tenniste più giovani a ridosso delle prime 100. Però per adesso ci accontentiamo dei grandissimi risultati ottenuti con Jasmine.”
“Tra le giovani promesse italiane c’è sicuramente Bronzetti, una ragazza che sta facendo molto bene e porterà qualche soddisfazione. Anche Cocciaretto è molto forte. A entrambe servirà un po’ di costanza per fare lo step successivo.”
“A livello di rimpianti del tennis femminile non posso non parlare di Camila Giorgi, che aveva un potenziale altissimo per questo sport. Un grande rammarico, perchè aveva le capacità per vincere qualche Slam, soprattutto negli anni a cavallo tra il dominio di Serena Williams e l’attuale dualismo Swiatek/Sabalenka, in cui non c’era nessuna super favorita. Forse con maggiore costanza e migliore organizzazione, Camila Giorgi poteva sicuramente vincere qualche slam. Un grande talento. “
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