13 Novembre 2025
Avremmo potuto optare per un titolo diverso, ma ciò avrebbe significato rinunciare alla portata evocativa di quello scelto, mutuato da uno storico singolo di Fabri Fibra.
Sì, perché definire Yamal “uomo” potrebbe stridere con la realtà, soprattutto se si dà una rapida sbirciata alla sua carta d’identità, in cui il dato anagrafico trova un effettivo riscontro con un’attitudine coerentemente adolescenziale.
Di Yamal si parla e si è sempre parlato tantissimo, a partire dal 2023, quando, appena quindicenne, faceva il suo esordio con la maglia del Barcellona. Non ci volle molto, all’epoca, per capire che l’ennesimo baby debuttante dei tempi moderni avrebbe potuto, stavolta, rendere fede alle aspettative maturate, non rappresentando (come accade il più delle volte) una meteora destinata a far perdere le proprie tracce.
Da quel momento, un’ascesa nel panorama calcistico che definire rapida sarebbe riduttivo, un continuo crescendo di prestazioni, paragoni coi più grandi, notorietà e, di conseguenza, riflettori puntati. Storie di flirt, tradimenti, feste sopra le righe, le vicende extracalcistiche di Yamal si rincorrono ad un ritmo talvolta difficile da sostenere.
Quante insidie nasconda e quanto possa rivelarsi pericolosa una valanga di successo a quell’età è circostanza ben nota, testimoniata da innumerevoli episodi di talenti apparentemente destinati ad esplodere, ma crudelmente consegnati al macero dai diretti interessati.
Yamal ha una personalità indiscutibilmente forte, in campo e fuori, dove ha già dato prova di saper restare al centro della tempesta senza soffrire contraccolpi sul versante delle prestazioni sportive. Modi di fare spesso spavaldi, alimentati dall’inconsapevolezza che inevitabilmente accompagna la giovane età e la consapevolezza della propria forza. Yamal sa che non c’è, ad oggi, un calciatore del suo livello, neppure potenziale, che possa insidiarlo nel processo di affermazione come migliore al mondo. Sa di potersi permettere -quasi- tutto.
Anche durante la sosta dei campionati, per Yamal sembra impossibile trovare pace. A movimentare ulteriormente le acque è stata la decisione, prese nelle ultime ore da parte della Federazione spagnola, di escludere il 10 del Barça dalla lista dei convocati alle qualificazioni per i mondiali del 2026.
La polemica ruota attorno ad una mancata comunicazione da parte del club blaugrana ai medici della nazionale. Secondo la versione fornita dalla RFEF, lo staff sanitario della Spagna avrebbe scoperto soltanto all’ultimo momento che Yamal si era sottoposto, recentemente, a una procedura di radiofrequenza per trattare la pubalgia cronica da cui è affetto.
L’intervento, a giudizio della Federazione “invasivo”, effettuato nella mattinata di lunedì 10 novembre, proprio il giorno in cui il giocatore avrebbe dovuto raggiungere il ritiro con la Spagna, ha indispettito gli organi federali.
Nel comunicato ufficiale, la Federcalcio spagnola ha espresso senza mezzi termini il proprio disappunto: “Servizi Medici della RFEF desiderano esprimere la loro sorpresa e il loro disappunto dopo aver appreso alle 13:47 di lunedi 10 novembre, giorno dell’inizio del raduno ufficiale con la nazionale, che il giocatore Lamine Yamal era stato sottoposto, quella stessa mattina, a una procedura invasiva di radiofrequenza per il trattamento dei suoi fastidi al pube. Tale procedura – prosegue il comunicato – è stata effettuata senza previa comunicazione allo staff medico della Nazionale, che è venuto a conoscenza dei dettagli solo tramite un rapporto ricevuto alle 22:40 della sera precedente, nel quale si indicava la raccomandazione medica di riposo per un periodo di 7-10 giorni“.
Una decisione che, agli occhi di molti, è apparsa stranamente severa e intransigente, forse più un segnale, un richiamo nei confronti del calciatore e del club chiamato a gestirlo.
A prendere le difese di Yamal ci ha pensato direttamente Joan Laporta, presidente del Barcellona, che ha tentato al contempo di stemperare la tensione con gli organi federali: “Abbiamo informato la federazione non appena ne siamo stati a conoscenza. Quando il medico che lo ha visitato ci ha comunicato che Lamine aveva bisogno di dieci giorni di riposo, abbiamo avvertito la Nazionale. Rispettiamo tutte le parti e cerchiamo solo di curare i nostri giocatori nei ritmi appropriati”.
Laporta ha anche sottolineato la qualità delle cure apportate dallo staff medico del club, che ha operato nell’interesse della squadra: ” Il medico che lo ha visitato e che ha stabilito cosa fare è una autorità in questo campo. Tutto è andato bene e vogliamo che lui sia al 100% per il Barca.
Questo periodo di riposo coincide con gli impegni della Spagna ma non penso che penalizzi la squadra. Noi dobbiamo fare quanto è nell’interesse del Barcellona”.
Yamal dedicherà dunque la pausa internazionale al recupero fisico, poiché una persistente pubalgia minaccia di allungare i tempi di recupero della piena forma. Con ogni probabilità, il Barça potrà contare nuovamente su di lui a partire dal match di campionato contro l’Athletic Club, del prossimo 22 novembre.
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