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Bologna in Champions dopo 60 anni: sarà protagonista o comparsa?

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Calcio, Serie A –

Bologna in Champions dopo 60 anni: sarà protagonista o comparsa?

Nel 1964 il Bologna primeggiava in Italia e veniva eliminato dalla Champions solo per il lancio della monetina. Ora la musica è cambiata ma la voglia di riassaporare quelle notti e stupire è tanta.

Una vita fa. Sono passati sessant’anni dall’ultima volta del Bologna in Champions League, in quella che fu una serata avversa per i rossoblù allenati dal mitico Fulvio Bernardini. Il 14 ottobre 1964, infatti, il Bologna campione d’Italia in carica viene eliminato al primo turno dell’allora Coppa dei Campioni. L’avversario era l’Anderlecht del rivoluzionario Pierre Sinibaldi, uno dei precursori del pressing alto per com’è conosciuto oggi.

Dopo aver perso 1-0 l’andata e vinto 2-1 al ritorno al Comunale (solo nel 1984 diventerà Renato Dall’Ara), si gioca la “bella” al Camp Nou di Barcellona. Termina 0-0 ma all’epoca vige una regola persino più crudele dell’odierna lotteria dei rigori: il lancio della monetina, andata in disuso a partire dal 1970. Una beffa incredibile per la tifoseria rossoblù, che non sapeva che quella sarebbe stata l’ultima partecipazione nella Coppa dalle grandi orecchie.

L’ULTIMO BOLOGNA IN C.L.: Negri; Furlanis, Pavinato; Tumburus, Janich, Fogli; Perani, Bulgarelli, Nielsen, Haller, Pascutti. All.: Bernardini.

23 maggio 2024: una data scolpita per sempre nel cuore dei tifosi rossoblù

L’ultima volta sì, ma “solo” per i sessant’anni a venire. Il 23 maggio 2024 i felsinei, guidati in modo magistrale da Thiago Motta, decretano il ritorno nella massima competizione europea. Una stagione incredibile, forse unica, in cui il capoluogo emiliano-romagnolo torna finalmente nel calcio che conta, dopo decenni di fallimenti e anonimato.

L’ultimo Bologna europeo risale, in tal senso, a 22 anni fa. I rossoblù giocavano la finale della Coppa Intertoto, una competizione che prevedeva la partecipazione di tutte quelle squadre che – nei rispettivi campionati – si posizionavano nella zona immediatamente successiva a quella riservata ai tornei UEFA. L’avversario in quella circostanza era il Fulham che, dopo aver pareggiato al Dall’Ara, batte 3-1 la banda di Francesco Guidolin al Loftus Road Stadium. Decide il match una tripletta di Jinichi Inamoto, che rende inutile il goal dell’illusorio pareggio targato Tomas Locatelli.

Una rischiosa rivoluzione

Ora è un Bologna diverso persino da quello che, solo qualche mese fa, ha raggiunto la qualificazione in Champions League. Perso Thiago Motta, passato alla Juventus, e ceduti i due uomini copertina Zirkzee e Calafiori, il Bologna è ripartito da Vincenzo Italiano e da tanti volti nuovi. Miranda, Holm, Casale ed Erlic in difesa, Pobega a centrocampo, Iling-Junior, Cambiaghi (fuori per diversi mesi a causa della rottura del crociato) e Dallinga in attacco.

Scelte coraggiose, in perfetto stile Sartori, che per il momento non stanno pagando: tre punti in quattro partite e tanta fatica nel trovare la via del goal. Al Bologna sembra mancare un vero leader tecnico dalla trequarti in su, anche se i subentri di Castro e Iling-Junior a Como lasciano ben sperare in vista del futuro. Il 9 argentino, in particolare, è apparso in condizioni fisiche ottimali e si candida ad una maglia da titolare per l’esordio contro lo Shakhtar Donetsk, in programma oggi – mercoledì 18 settembre – alle 18:45. Esordio in Champions che, tra l’altro, coincide con il giorno del suo 20esimo compleanno: un segno del destino, in un giorno che può diventare indimenticabile.

La Champions può essere un’ottima scusa per acquisire fiducia anche in campionato e non vanificare gli sforzi di una stagione che, comunque, vada rimarrà nella storia. Per Bologna e i bolognesi.

Autore

  • Paolo Mazza

    26 anni, calabrese, laureato in Media e Giornalismo e giornalista pubblicista. In Fuori dal Gioco mi occupo della parte amministrativa e operativa, oltre che della stesura di articoli e creazione di contenuti. Mi piace cercare la curiosità e non amo scrivere banalità.

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