15 Ottobre 2024
L’Italia di Spalletti domina contro Israele nel clima rovente del Friuli e ipoteca la qualificazione ai quarti di finale della Nations League. Gli azzurri mantengono il primato nel girone con 10 punti, mantenendo un punto di distacco sulla Francia, vincente ieri sera in Belgio. Il passaggio del turno comporterebbe per gli azzurri anche un posizionamento privilegiato ai sorteggi per le qualificazioni ai prossimi Mondiali. Dunque la domanda è: L’Italia è tornata?
Ad appena 3 mesi dal disastroso Europeo tedesco la nazionale sembra ritrovare l’entusiasmo che l’aveva contraddistinta nella prima fase della gestione Mancini. Un modulo finalmente consolidato, il 3-5-1-1, un’idea di gioco convincente e tante ottime risposte dai singoli sono un segnale incoraggiante in vista dei prossimi impegni.
Il CT Luciano Spalletti ha inoltre sottolineato nel post partita: “Siamo di nuovo una squadra”. A dimostrazione di come anche il gruppo stia tornando più unito. Dichiarazioni importanti dato che proprio il gruppo è quasi sempre stato uno dei nostri punti di forza in situazioni difficili.

Il doppio impegno contro Belgio e Israele ci ha restituito un Sandro Tonali sempre più in stato di grazia.
Spalletti lo ripropone mezz’ala nel suo 3511 e lui risponde con altre due prestazioni estremamente positive. L’ex Milan corre su ogni pallone come se fosse l’ultimo e si propone con veemenza in fase offensiva, guadagnandosi anche il rigore con cui Retegui sblocca il match contro Israele.
Un giocatore decisamente ritrovato dopo la squalifica, e che al momento costituisce il vero motore del centrocampo della nazionale.
Non si può non sottolineare però il valore aggiunto che Ricci ha costituito in cabina di regia. Tanta qualità abbinata ad altrettanta personalità in fase di interdizione fanno del centrocampista granata un punto di incontro perfetto tra il classico regista basso e un mediano di rottura instancabile. Già col Torino nelle ultime due stagioni Ricci ha dimostrato di poter ambire a palcoscenici molto importanti, guadagnandosi la stima di Maurizio Sarri che di giocatori con quelle caratteristiche se ne intende e che lo avrebbe voluto alla Lazio. Ora che ha conquistato anche un ruolo da protagonista in nazionale ci si augura che la crescita di Samuele Ricci continui senza sosta.
Il tutto unito all’ennesima prestazione superlativa di Federico Dimarco. L’esterno sinistro dell’Inter continua a essere determinante in fase offensiva con passaggi chiave e incursioni perfette, ma questa non è una novità.

El Chapita non si ferma. Figlio di un ex giocatore di Hockey su prato, Carlos Josè Retegui, viene chiamato così proprio in onore del padre “El Chapa”.
Mateo Retegui si sta definitivamente prendendo i gradi di nuovo centravanti azzurro. Un inizio di stagione a dir poco clamoroso quello del neo centravanti atalantino con 9 gol in 13 partite tra club e nazionale, ma anche tanti miglioramenti anche dal punto di vista tecnico.
Portato in Italia da semi sconosciuto grazie ad un ottimo lavoro di osservazione dello staff azzurro sotto la gestione Mancini, l’italo-argentino sta scacciando i tanti dubbi che c’erano sul suo conto, ritagliandosi lo spazio che merita in un ruolo che scotta tantissimo. E non ci sono dubbi sul fatto che lavorare con un allenatore come Gasperini abbia dato quella spinta in più ad alzare il livello.
Abbiamo trovato finalmente il centravanti tanto agognato ? Solo il tempo ci dirà la verità, ma al momento diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Non è tutto oro ciò che luccica.
È chiaro che bisogna avere pazienza, non ci si poteva sicuramente aspettare un cambio di passo radicale dopo gli ultimi due anni molto difficili da parte della nostra nazionale, ma gli aspetti negativi vanno citati.
Il primo fra tutti è ancora una difesa troppo ballerina. Sono al momento otto le partite consecutive in cui non si riesce a tenere la porta inviolata, segno che c’è ancora da lavorare su questo aspetto. Qualche distrazione di troppo e alcuni errori individuali vanno smussati, in particolar modo su calcio piazzato. Il secondo gol preso contro il Belgio ne è la dimostrazione.
Inoltre lo stile di gioco Spallettiano ci espone ancora a qualche sanguinosa palla persa in fase di impostazione.
Il dubbio più grande al momento ricade ancora su alcune scelte effettuate da Spalletti.
Pellegrini è sicuramente un giocatore con una tecnica eccellente e le sue caratteristiche sono utilissime in un modulo come quello che si sta adottando attualmente. Ma la scelta di schierarlo ancora titolare dopo un periodo estremamente opaco per il capitano della Roma è sicuramente discutibile, soprattutto dopo aver lasciato a casa Zaccagni che il ruolo di seconda punta lo ha ricoperto in passato.
Insomma, c’è ancora qualcosa da migliorare. Fortunatamente c’è tempo per tecnico toscano e il suo staff per lavorare, a differenza di un anno fa quando fu chiamato in extremis per sostituire il dimissionario Mancini. Già per l’inizio delle qualificazioni ai Mondiali americani però ci si aspettano ulteriori passi avanti, perché questa volta è vietato sbagliare.
Infine la partita contro Israele ci ha regalato il debutto che tutti attendevano: Daniel Maldini è il terzo membro della famiglia Maldini a giocare in nazionale dopo nonno Cesare e padre Paolo. Il figlio e nipote d’arte ha debuttato proprio nello stadio in cui Paolo Maldini debuttò in Serie A il 20 gennaio 1985 in un Udinese-Milan terminato 1-1. Quella dei Maldini inoltre è la prima famiglia nella storia del nostro calcio a portare ben tre giocatori con parentela diretta(nonno, padre, figlio) a vestire la maglia azzurra.

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