01 Aprile 2025
Il concetto di “gaming”, negli ultimi anni, ha conosciuto una fortissima espansione, passando dall’indicare una semplice attività di svago, perlopiù individuale, a ricomprendere invece una vera e propria forma di intrattenimento che coinvolge, contemporaneamente, grazie ai potentissimi strumenti di interconnesione globale, milioni di appassionati. Strutturalmente, gli eSports sono leghe, circuiti competitivi e tornei che prevedono tipicamente un pubblico di spettatori, in cui giocatori singoli o squadre giocano a videogiochi, sia di persona che online, allo scopo di ottenere premi o per puro intrattenimento. Sono a volte indicati come “gaming competitivo”, “egaming” o “pro gaming”.
Queste attività, strutturate in competizioni, a propria volta, sono organizzate da apposite federazioni su un titolo specifico. Le stesse presentano un formato e delle regole di torneo concrete e sono disputate da squadre o giocatori secondo un sistema di selezione o di iscrizione. Ed è proprio su questa struttura organizzativa che riposa la differenza tra gli eSports e la semplice attività di gaming che rappresenta ancora, per adulti e bambini, un’immortale forma di svago.
Sport, arcade, battle royale, queste le principali categorie di videogiochi che vedono sfidarsi milioni di utenti in tutto il mondo, non solo per puro divertimento: le competizioni di eSports, infatti, prevedono, di regola, ricchissimi montepremi. Basti pensare ai 60 milioni di dollari messi in palio in occasione dell’Esports World Cup di Riyhad, in Arabia Saudita. Gli eSports rappresentano, dunque, una realtà concreta e ormai affermata, che porta con sé importanti risvolti pratici sull’economia e le finanze del settore, generando un ampissimo indotto.
Una tale diffusione ha significato l’emersione di numerose esigenze, su tutte quelle relative al riconoscimento a livello legislativo dei videogiocatori e, di conseguenza, la necessità di regolamentare gli aspetti lavorativi, contrattuali, ma soprattutto fiscali e tributari degli operatori del settore.
In Italia, portavoce di questa istanza ormai indifferibile è, ormai da qualche anno, l’OIES, l’Osservatorio Italiano degli Esports. Luigi Caputo, Founder e Ceo dell’Organo, ha infatti presentato alla Camera dei Deputati un White Paper, un documento informativo redatto in collaborazione con oltre 70 operatori del settore, articolato in dieci punti, volto a favorire lo sviluppo del settore eSports in Italia. Il White Paper, che conta oltre 300 pagine e 7 capitoli, ha abbracciato tutte le criticità che ad oggi impediscono al settore di progredire, fornendo alle forze politiche presenti in Parlamento proposte risolutive: dalle norme per riconoscere il lavoro dei pro player al loro inquadramento fiscale, passando per la regolamentazione di tornei e competizioni. Il documento abbraccia inoltre temi di alto rilievo sociale, quali l’inclusione femminile e il sostegno degli sviluppatori di videogiochi, intesi come forma d’arte.

Nel corso della presentazione sono intervenuti i deputati Valentina Barzotti e Antonio Caso del Movimento 5 Stelle; Vincenzo Rana, co-founder e Ceo di Knobs (una società di sviluppo software); Giorgio “Pow3r” Calandrelli, lo streamer più seguito in Italia con 4.6 milioni di follower tra tutte le piattaforme social, Nicolò “Insa” Mirra, pro player Atalanta Esports e Giorgia Casciaroli, campionessa europea di eFootball.
“Oggi è stata scritta la storia dei videogiochi in Italia”, ha commentato in una nota Luigi Caputo. “Come hanno riportato i dati presentati durante la conferenza e le testimonianze degli esperti che hanno partecipato al White Paper, in Italia c’è davvero tanto da fare per risolvere i problemi del settore. Con questa pubblicazione abbiamo dimostrato che un approccio corale e collaborativo è possibile, uscendo dalle vecchie logiche di interessi di parte che hanno sempre condizionato questo mondo nel nostro Paese. Apriamo una nuova pagina per gli eSports in Italia, chiamando all’azione la politica che ora, attraverso il nostro White Paper, ha tutti gli strumenti conoscitivi necessari per poter agire. Occorre impostare subito una visione per il sistema Italia, così come sta avvenendo in altri Paesi europei. L’OIES continuerà a dare il suo contributo e a presentare altre iniziative per il bene di tutti gli operatori del settore”.

Ulteriori passi in avanti si sono registrati dopo la presentazione del White Paper. Sulla scia dell’iniziale impulso giunto dall’OIES, infatti, Antonio Caso e Valentina Barzotti, deputati del Movimento 5 Stelle, hanno avviato il percorso per portare le istanze dell’OIES alla Commissione Cultura e Lavoro della Camera. É nata così la prima storica risoluzione, con cui il Parlamento ha chiesto al Governo di intervenire per disciplinare a livello normativo i 7 temi indicati nel Libro Bianco. Attualmente, il progetto è ancora in fase iniziale, ma un primo, importantissimo passo verso la regolamentazione di questo nuovo settore lavorativo, è stato compiuto.
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