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Italiano & Bologna: continuità ed evoluzione

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Calcio, Serie A –

Italiano & Bologna: continuità ed evoluzione

Nel calcio moderno, dove spesso si cambia per il gusto di cambiare, la continuità può diventare un’arma preziosa. Il Bologna lo sa bene, e ha deciso di puntare ancora su Vincenzo Italiano per la stagione 2025/26, confermandolo alla guida tecnica della squadra fino al 2027. Una scelta che non è solo rassicurante, ma strategica. Perché Italiano rappresenta oggi molto più di un semplice allenatore: è il volto di un progetto tecnico solido, ambizioso e ormai riconoscibile.

La forza di non dover ricominciare da capo

Conservare un allenatore significa non dover ripartire da zero. Niente rivoluzioni tattiche, nessuna necessità di ristrutturare in fretta lo spogliatoio. Italiano conosce già i meccanismi del gruppo, le dinamiche interne, i punti di forza e le zone d’ombra della rosa. E questo si traduce in lavoro mirato, concreto. Dopo una prima stagione di assestamento, nella quale è arrivato, dopo 51 anni, un trofeo storico come la Coppa Italia, il tecnico potrà alzare l’asticella, perché d’altronde si sa: riconfermarsi è la cosa più difficile.

Nel panorama della Serie A 2025/26, il Bologna potrebbe presentarsi sulla griglia di partenza con un piccolo ma significativo vantaggio: non aver cambiato guida tecnica. Mentre molte avversarie ripartono da nuovi allenatori, con tutti i tempi di adattamento che ciò comporta, la squadra rossoblù si affida a un percorso già tracciato. Nessun periodo di rodaggio, nessuna confusione tattica. Italiano sa già come far rendere al massimo i suoi uomini, e i suoi uomini sanno cosa chiede loro. Un dettaglio che, nei primi mesi della stagione, potrebbe fare la differenza.

Giovani in vetrina e mercato intelligente

Uno dei marchi di fabbrica di Vincenzo Italiano è la valorizzazione dei giovani. Giocatori come Fabbian, Dominguez e Castro hanno trovato spazio, fiducia e responsabilità. E la politica del club, pur prevedendo almeno un paio di cessioni (tra cui Ndoye e Lucumí, entrambi molto richiesti), punta proprio sulla capacità di Sartori e dello staff tecnico di pescare talenti, lavorarli e rilanciarli. Il Bologna incasserà, sì, ma con l’intenzione di reinvestire — e soprattutto di alzare il monte ingaggi (vedi il tentativo di trattenere Beukema cercando di resistere agli assalti del Napoli), come richiesto e ottenuto dallo stesso Italiano. Un segnale chiaro: si vuole crescere, restando sostenibili, ma senza accontentarsi.

Una squadra costruita per durare

Il Bologna di Italiano è il naturale proseguimento di quello costruito da Thiago Motta: una squadra offensiva, coraggiosa, capace di proporre calcio ad alta intensità. Ma rispetto al recente passato, il nuovo corso ha portato più verticalità, più cinismo, più efficacia. L’approdo alle competizioni europee — sia Conference che Europa League — non è più un sogno, ma una realtà da difendere. Con stile, ma anche con concretezza.

Dal punto di vista del gioco, il Bologna costruisce dal basso con ordine e attacca in maniera corale. Non si affida a un solo uomo, ma a un’idea. E l’idea porta la firma di Italiano. Una leadership silenziosa, concreta, lontana dai riflettori ma presente ogni giorno a Casteldebole. Una guida che ha già conquistato buona parte della piazza rossoblù, portando equilibrio, ambizione e — soprattutto — identità.

Il Bologna non vuole saltare tappe. Confermare l’Europa, consolidare la crescita, magari sognare un po’ di più. Ma senza frenesie o pressioni eccessive. E in questo senso, Italiano è la figura perfetta: lavora con calma, dà fiducia, pretende il giusto. Pretende anche garanzie, certo, e il club sembra intenzionato a offrirgliele.

Una scelta che vale doppio

La conferma di Vincenzo Italiano non è solo un vantaggio tecnico. È un segnale forte, lanciato all’ambiente, ai tifosi e all’intero campionato: il Bologna vuole restare protagonista. Non per caso, ma per progetto, in una piazza che nulla ha da invidiare alle “big” del calcio italiano. Con un allenatore che sa come si costruisce, mattone dopo mattone, una squadra vera.

Autore

  • Sono una calciatrice di Serie C e una laureata in Psicologia. Da oltre un anno scrivo per Fuoridalgioco e da qualche mese sono referente della sezione Calcio. Il calcio stesso è la mia più grande passione e attraverso la scrittura cerco di unirlo ai miei studi, approfondendo il lato mentale ed emotivo, oltre quello tecnico-tattico.

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