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Intervista a Silvia Zanni, calciatrice di Serie B

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Calcio, calcio femminile, Interviste –

Intervista a Silvia Zanni, calciatrice di Serie B

“Il valore di una persona non dipende dal genere.” Oggi, 25 novembre, ci uniamo alla voce di Silvia Zanni per ricordare che il primo passo contro la violenza sulle donne è l’educazione al rispetto e al consenso, fin dall’infanzia. La giornata contro la violenza sulle donne non è solo una ricorrenza: è un impegno quotidiano a cambiare la cultura, a educare, a riconoscere il consenso come base di ogni relazione.
Continuiamo a giocare la partita più importante: quella per i diritti e la dignità di tutte

Sofia Pederzani: Buongiorno Silvia, grazie per essere qui con noi oggi. Ci racconti un po’ di te e della tua carriera calcistica?

Silvia Zanni: Sono Silvia Zanni e attualmente gioco in Serie B con la Freedom, una squadra di Cuneo, dove milito da due anni. Il mio percorso nel calcio è iniziato molto presto: avevo solo 5 anni quando ho messo piede per la prima volta su un campo da gioco con la squadra del mio paese, Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena.

A 14 anni ho deciso di fare un passo avanti, trasferendomi per giocare con squadre femminili: prima il Vignola e poi la Consolata in Serie D a Sassuolo. Proprio durante questo periodo sono stata notata dal Sassuolo, che mi ha offerto l’opportunità di entrare a far parte del loro progetto. Ho trascorso circa quattro anni lì, alternandomi tra la prima squadra, che milita in Serie A, e il settore giovanile.

Dopo questa esperienza, ho avuto l’occasione di crescere ulteriormente grazie a diversi prestiti in Serie B: ho indossato le maglie di Ravenna, Cittadella, Cesena e Hellas Verona. Ogni tappa di questo percorso ha contribuito a formarmi sia come calciatrice che come persona.

Silvia Zanni

Sofia Pederzani: Qual è stata la tua più grande soddisfazione nel mondo del calcio?

Silvia Zanni: Senza dubbio, una delle emozioni più grandi è stata indossare la maglia della nazionale italiana durante la fase di qualificazione agli Europei Under 19. Un’esperienza indimenticabile che rappresenta un sogno per ogni giovane atleta. Inoltre, un altro momento che porto nel cuore è stato il mio primo gol in Serie A: l’ho segnato contro la Pink Bari, proprio nella prima giornata di campionato con il Sassuolo. Un ricordo indelebile che mi motiva ancora oggi a dare il massimo.

Sofia Pederzani: Cosa ne pensi della proposta di voler modificare le dimensioni del campo e della porta?

Silvia Zanni: Personalmente penso che la proposta sia mal concepita e controproducente. Il calcio femminile sta lottando per la parità di trattamento e per il pieno riconoscimento come sport professionistico. Giocare con misure diverse rispetto al calcio maschile invierebbe un messaggio sbagliato di sport adattato o inferiore, minando la credibilità e la partita di fronte al pubblico.

Sofia Pederzani: Ti sei mai sentita discriminata nel mondo del calcio in quanto donna?

Silvia Zanni: Nel mondo del calcio che io ricordo, non penso di essere mai stata discriminata, se non magari aver sentito qualche signore anziano stupirsi del fatto che giocassi a calcio. Ma discriminata no.

Carmen Apadula:  Ti sei mai chiesta perché una donna, per essere presa sul serio, debba sempre sembrare più forte di quello che è?

Silvia Zanni: Sì, sicuramente. Le donne tendono a dimostrare più il lato vulnerabile, che viene interpretato singolarmente come più debole.  Questo porta ad essere etichettate sempre troppo emotive o incapaci di gestire la pressione, motivo per cui deve sempre sembrare più forte di quello che è. 

Silvia Zanni

Sofia Pederzani: Noi siamo cresciute insieme, sappiamo quanti sacrifici abbiamo fatto per arrivare ad essere calciatrici. Che messaggio vorresti lanciare alle nuove generazioni di piccole calciatrici?

Silvia Zanni: Un messaggio che vorrei lanciare alle piccole calciatrici è quello di lavorare… e di non fermarsi alle prime difficoltà o ai primi problemi che si possono riscontrare, perché il lavoro, se eseguito in maniera corretta, ripaga sempre.

Gabriele Talarico: Qual è, secondo te, il primo passo che ognuno di noi può fare per fermare, o almeno diminuire, la violenza sulle donne?

Silvia Zanni: Penso che sia importante la resilienza nel fermare e abbattere alcuni stereotipi e anche l’educazione al rispetto e al consenso che parte dall’infanzia. Poter scegliere fin da bambini che il valore di una persona non dipende dal genere e che il consenso è il principio fondamentale all’interazione umana e alla base di qualsiasi relazione sociale. In qualche modo, smantellare i modelli di mascolinità tossica che associano la forza fisica o il controllo al potere.

Autore

  • Sono una calciatrice di Serie C e una laureata in Psicologia. Da oltre un anno scrivo per Fuoridalgioco e da qualche mese sono referente della sezione Calcio. Il calcio stesso è la mia più grande passione e attraverso la scrittura cerco di unirlo ai miei studi, approfondendo il lato mentale ed emotivo, oltre quello tecnico-tattico.

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