24 Dicembre 2025
In una fabbrica di Preston, la Dick, Kerr & Co., non molto distante dalla più conosciuta Liverpool, origina la storia della più grande squadra di calcio femminile di sempre: la Dick, Kerr’s Ladies Football Club. Nacque tutto il 25 Dicembre 1917…
Un racconto, questo, riportato tempo addietro su Numero Diez, che ritrova quest’oggi nuova vita sul nostro sito.
La necessità di munizioni al fronte, nel corso del primo conflitto mondiale, aveva fatto spostare l’attenzione alla produzione di materiali bellici per i soldati inglesi al fronte. Nella fabbrica di William Bruce Dick e John Kerr, pensata inizialmente per la produzione di motori a vapore, le donne – che diventeranno le Ladies, tanto per intenderci – durante la pausa del tè, decisero di inscenare delle partitelle suscitando i sogghigni da parte del pubblico maschile rimasto in fabbrica. Lo stesso pubblico che tenterà di misurarsi proprio con le operaie britanniche, venendo però sconfitto miseramente.
La bravura delle ragazze di Preston non sfuggì all’occhio vigile dell’amministratore d’ufficio Alfred Frankland, tanto che avanzò la proposta a Grace Sibbert – probabilmente la giocatrice più rappresentativa di quel gruppo – di formare una squadra per giocare delle partite di beneficenza (per i mutilati di guerra) in occasione del Natale. La risposta? “Yes, of course”.
Così il 25 dicembre del 1917, Sibbert e le sue valorose compagne regalarono agli spettatori un incontro, passato oggi alla storia: Dick, Kerr’s Ladies -Arundel Coulthard Factory.
Al Deepdale di Preston, casa del Preston North End, le Ladies, capitanate da Alice Kell, asfaltarono con un netto 4-0 le calciatrici ospiti. Nell’arco della loro storia, le Kerr’s Ladies lasceranno un segno indelebile nella storia del calcio. In 755 partite, le vittorie saranno ben 682, a fronte di sole 34 sconfitte; 39 il numero di pareggi.

Il nostro racconto, però, fonda le proprie radici il 9 maggio del 1881 quando nella zona settentrionale del Regno Unito, in Scozia, una suffragetta riconosciuta con lo pseudonimo di Mrs Graham (Helen Matthews) rigenera, fertilizzando col suo amore, un terreno all’occorrenza arido, considerato luogo “per soli uomini”: il calcio. Infruttuoso se accostato all’ideale della donna dell’epoca vittoriana, essere “puro e pulito”, ben distante dal modello dell’uomo di fine ‘800, ritenuto elemento “forte” della coppia.
In quel giorno di maggio, a Edimburgo, venne disputata la prima partita, seppur non ufficiale, di calcio femminile della storia tra una rappresentativa scozzese e una inglese. Accorsero circa mille spettatori all’Hibernian Park (l’attuale Easter Road – “The Leith San Siro”, casa degli Hibs), per seguire il match che terminerà 3-0 in favore della compagine scozzese.
Bisognerà però attendere qualche anno, precisamente il 1895, secondo fonti accreditate, per consegnare alla storia la prima testimonianza di una partita ufficiale di calcio femminile. La gara venne organizzata da Nettie Honeyball (il suo nome reale resta tuttora sconosciuto), fondatrice, insieme a Lady Florence Dixie, del British Ladies’ Football Club, il primo club femminile noto.
Le locandine affisse per le strade edimburghesi, risalenti al 23 marzo di quell’anno, recitavano: “The British Ladies’ Football Club (Presidente – Lady Florence Dixie). LA PRIMA PARTITA DI CALCIO FEMMINILE (Nord contro Sud), verrà giocata sabato, 23 marzo, 1895, sul campo sportivo di Crouch End, Nightingale Lane, Hornsey. Calcio d’inizio ore 4:30”. Giunsero in oltre diecimila spettatori all’incontro, contro ogni più ottimistica previsione.
Al triplice fischio, non mancarono i commenti sprezzanti di una buona fetta dei media e dell’opinione pubblica, al di là del netto risultato maturato in favore della fazione nord (7-1), “schiava” di un radicato pregiudizio che la stessa Honeyball cercherà imperterrita di appianare. Un riscontro, in merito a ciò, lo fornisce nei suoi racconti J. A. Mangan, nel libro Sport in Europe. L’autore riporta la più semplicistica definizione del calcio secondo Nettie Honeyball: “Football is a manly game that could be womanly as well” (trad. Il calcio è un gioco maschile che potrebbe essere anche femminile).
Le caparbie intenzioni della lungimirante rivoluzionaria vennero stroncate nel 1921, gli anni d’oro delle Kerr’s Ladies, quando la FA decise di frenare bruscamente la crescita del calcio femminile, vietandone la pratica. Le ragioni? La tesi secondo cui le donne non potessero sostenere fisicamente uno sport così duro.
Una motivazione ridicola, pronunciata pur di non ammettere la verità, ossia il timore che le donne potessero iniziare a farsi strada in ambiti considerati “da uomini”. Il divieto resisterà per circa 50 anni (fino al 1971), rappresentando un vero e proprio ostacolo per lo sviluppo del movimento.
Oggi, in un periodo di costante crescita per il calcio femminile, è giusto ricordare quanto accaduto in passato per evitare di commettere gli stessi errori, e per contribuire concretamente a una sua definitiva rinascita.
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