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Non sottovalutate il Galatasaray

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Calcio, Campionati esteri

Non sottovalutate il Galatasaray

Quando si parla di Turchia, solitamente si pensa a due cose. La prima è sicuramente il trapianto di capelli impeccabile di Carlos Augusto, la seconda è la squadra di calcio più famosa e titolata del paese: Il Galatasaray. Con alle spalle più di un secolo di storia e 25 scudetti di Super Lig vinti, i Leoni del Bosforo non hanno sicuramente bisogno di presentazioni.

Gli avversari della Juventus in Champions League sono una squadra tutt’altro che abbordabile. Il precedente del 2013 e la rosa attuale lasciano presagire una sfida non semplice per i bianconeri.

Un secolo di orgoglio

Facciamo un breve passo indietro. Il club viene fondato ad Istanbul nel 1905, da alcuni studenti del Liceo di Galatasaray, da cui poi prenderá il nome.

L’obiettivo era uno ed era chiaro: creare una squadra che fosse capace di competere con le formazioni straniere che dominavano la scena.

Il loro motto “giocare insieme come gli inglesi, vincere come i turchi” è passato alla storia come simbolo di inclusione ma soprattutto di passione e fatica nel costruire ciò che oggi è la squadra piu grande di tutta la Turchia

Il merito è sicuramente del fondatore e primo presidente del club, Ali Sami Yen.

Nonostante gli scarsi mezzi iniziali, dove i giocatori erano costretti a lavarsi personalmente le divise e si poteva giocare con unico pallone, egli riuscì letteralmente a dare il via al calcio turco.

Gli studenti del primo Galatasaray, 1905.

Rosa da invidia

Pur giocando un campionato poco seguito a livello internazionale, il Galatasaray oggi presenta una rosa che non manca sicuramente di talenti.

Impensabile non parlare subito di Icardi e Osimhen, le due ruote trainanti dell’intero club. 

Se il primo è stato uno dei simboli della nostra infanzia, Victor invece è stata quasi totalmente una scoperta del nostro campionato (ho detto quasi). Osimenh è arrivato a Napoli nel periodo Covid, in estato 2020 per circa 70 mln di euro, diventando l’acquisto più oneroso nella storia del club partenopeo. Un investimento dispendioso, ma fruttifero. Nell’annata 2022/23 l’attaccante nigeriano è riuscito infatti a riportare lo scudetto nella città partenopea segnando 26 reti in 32 partite giocate.

Acquistato poi nel 2024 dai turchi (nuovamente per 70 milioni) Osimhen non ha smesso di incantare avversari e spettatori. L’ex Lille e Napoli ha collezionato sempre più reti, migliorando il suo record personale: 52 reti e 11 assist in 63 partite. C’è altro? Sì, Osimhen ha messo a segno 6 reti in 6 presenze in quest’annata di Champions League.

Da non dimenticare poi i due tedeschi, Gundogan e Sane, oltre un Noa Lang arrivato a gennaio (sempre da Napoli). E molti altri volti noti del calcio mondiale come Torreira, Boey ecc.. La rosa del Galatasaray di oggi è veramente invidiabile da chiunque.

Spalletti avvisato, mezzo salvato

I playoff di Champions saranno sicuramente una sfida tosta per le nostre italiane. Se l’Atalanta ha trovato gli avversari più forti e l’Inter sarà impegnata sul difficoltoso campo di Bodo, la Juve volerà proprio a Istanbul per affrontare i giallorossi. Ma attenzione a sottovalutarli. 

Nonostante il Galatasaray non abbia mai brillato particolarmente nel panorama europeo, il 5-1 all’Eyupspor accende le sirene d’allarme per Spalletti.

Il timore inoltre, accresce a causa della forma stellare della coppia d’attacco Icardi-Osimhen, che nell’ultima di campionato hanno regalato una tripletta di Mauro e due assist del nigeriano. Luciano Spalletti stesso ha dichiarato a Sportmediaset che il duo d’attacco del Galatasaray forma un’enciclopedia del calcio. Quindi l’allenatore di Certaldo è ben consapevole dell’arsenale tecnico del club turco.

Mauro Icardi e Victor Osimhen al Galatasaray

Due facce della stessa medaglia

Impossibile non soffermarsi sul faccia a faccia tra il tecnico bianconero e i due attaccanti. Due situazioni finite in modi completamente diversi.

Da una parte un rapporto di fiducia e valorizzazione, durante il quale Luciano ha spinto e contribuito nel cambio di mentalità di Victor Osimhen, coronando il tutto con il trionfo dello scudetto.

Dall’altra un legame difficile e mai digerito da entrambi.

Sicuramente è difficile dimenticare la parentesi nerazzurra di Spalletti e Icardi, soprattutto a causa del diverbio mediatico tra i due.

Nonostante siano passati 7 anni, non si può negare che fu un caso clamoroso e senza precedenti. Vi ricordate Le dichiarazioni dell’ex moglie e agente Wanda Nara a Tiki Taka? O la fascia di capitano revocata e il rifiuto della convocazione in Europa League, con la scusa del finto infortunio?

Una rottura mai chiarita pubblicamente, seppur Icardi tornò a giocare con la maglia nerazzurra circa 2 mesi dopo. Una cosa è certa: Spalletti è uno dei principali motivi per cui la grande storia d’amore tra Maurito e l’Inter si è conclusa senza lieto fine. L’ex ct della nazionale è pronto a sfidarsi contro due parti diverse del suo passato?

Mauro Icardi e Luciano Spalletti nel 2017 all’Inter

Il derby d’Italia continua..

Le provocazioni per i bianconeri non sono mancate anche in conferenza stampa. Con qualche frecciatina, l’ex Inter Mauro Icardi non si è limitato con una dichiarazione abbastanza esplicita di fronte ai giornalisti:

“L’obiettivo da inseguire è sempre quello della vittoria. Oggi abbiamo dimostrato di poter essere pronti per la partita contro la Juventus. Contro di loro ho segnato tanti gol quando giocavo in Italia. Ma allora avevano delle leggende, ora hanno giocatori diversi.

Insomma, il Galatasaray non ha intenzione di regalare una passeggiata di salute alla Vecchia Signora, ancora scossa dalla sconfitta clamorosa e molto discussa a San Siro.

Spalletti sará obbligato a provarle tutte per fermare i Leoni del Bosforo, che sembrano determinati a portare a casa la vittoria.

I precedenti parlano chiaro: nel 2013 la Juventus ha già assaporato un’amara sconfitta con i giallorossi, con il famoso gol di Sneijder a cinque minuti alla fine del match. Partita che ha poi regalato la qualificazione agli ottavi alla squadra allenata all’epoca da Roberto Mancini.

Del resto, la storia ci insegna a non sottovalutare mai i propri avversari, soprattutto se, come in questo caso, hanno fame di dimostrare qualcosa a tutti.

Autore

  • 19 anni, studentessa di Scienze della comunicazione e aspirante giornalista sportiva. Nella redazione di Fuori Dal Gioco mi occupo esclusivamente di scrivere contenuti calcistici, italiani ed europei. Mi piace parlare di dinamiche e argomenti in maniera schietta, mettendo in evidenza punti negativi e positivi di ogni storia o giocatore che racconto.

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