FuoriDalGioco Gli sport che ami, la voce che cercavi
Finiscila di sottovalutare il Crystal Palace

6 min di lettura

Calcio, Campionati esteri e

Finiscila di sottovalutare il Crystal Palace

Il Crystal Palace sta disputando un’ottima stagione: salvezza assicurata in Premier League, con i punti sulla zona rossa che diventano 12 a cinque partite dal termine (dopo il non entusiasmante pareggio interno con il West Ham terminato a reti inviolate) e percorso brillante in Europa. Il club londinese è infatti in semifinale di Conference League, dove affronterà lo Shakhtar Donetsk.

Nella stagione scorsa è arrivato il primo titolo della storia del club e non poteva esserci trofeo migliore per cominciare questa cavalcata. Il Crystal Palace vince la FA Cup contro il Manchester City, per poi, due mesi dopo, bissare con la conquista della Community Shield contro il Liverpool.

Ma Glasner e i suoi non si vogliono sicuramente fermare qui. La fame, la cattiveria e l’incisività dimostrate in questa annata fanno ben sperare: perché fermarsi qui?

Eze e Guehi: solo due pezzi del puzzle

La stagione scorsa del Palace quindi non passa di certo inosservata. Tanto che City e Arsenal mettono gli occhi, rispettivamente, su Guehi ed Eze, per rinforzare i reparti. Se qualcuno avesse ipotizzato una stagione complicata, senza due pilastri fondamentali, si sarebbe sbagliato alla grande. La squadra di Glasner ha mostrato di essere un team compatto, unito, capace di saper soffrire senza subire e di sfruttare le occasioni, (cosa dimostrata dal Palace in Conference contro la Fiorentina).

Eze e Guehi erano dunque i pezzi più pregiati della squadra, ma non i più importanti: erano solo due pedine di una scacchiera che si sta dimostrando funzionante. Questo grazie anche a una campagna acquisti mirata della dirigenza, che ha saputo rinforzarsi in maniera opportuna, soprattutto in attacco. Sono arrivati Brennan Johnson dal Tottenham in prestito, Yeremy Pino dal Villareal e Strand Larsen dal Wolverhampton. Ma soprattutto c’è stata la conferma ad alti livelli di uno dei calciatori più sottovalutati, di Jean-Philippe Mateta, che con i suoi gol si è guadagnato la sua prima convocazione con la Francia.

In questa stagione, su tutte le competizioni, Sarr è il capocannoniere del Palace con 16 gol, seguito da Mateta con 11. Un altro dato interessante riguarda la varietà dei marcatori. Nonostante i 27 gol complessivi della coppia Sarr-Mateta, il Crystal Palace ha mandato in rete ben 11 giocatori diversi in questa Premier League. Questo testimonia come il sistema di Glasner non dipenda dalle individualità (come accadeva spesso in passato con Zaha o Eze), ma da una struttura corale dove ogni inserimento dei centrocampisti o degli esterni può diventare letale.

Oliver Glasner: il mago austriaco

L’esperienza di un allenatore come Glasner era quella di cui il Crystal Palace aveva bisogno per mettere in piedi un progetto vincente e (finora) la dirigenza ha avuto ragione. Il tecnico austriaco, vincitore dell’Europa League con l’Eintracht nel 2022 ha saputo sfruttare tutte le carte a sua disposizione, motivando ogni giocatore fino all’ultimo. Nel 2024 A Selhust Park è nata una nuova Era.

Il tempo ha dato ragione a Glasner che, con la vittoria della FA Cup la scorsa stagione e della Community Shield ad Agosto 2025, entra di diritto nella storia del club come primo allenatore a vincere trofei con il Crystal Palace.

Crystal Palace

L’attuale tecnico delle Eagles, prima della partita di ritorno con la Viola, ha espresso ammirazione per il campionato italiano, dicendosi molto interessato nell’allenare in Italia, purché ci sia un progetto solido dietro, con una decisa ambizione. Vista l’uniformità delle partite nel campionato italiano, la presenza di un allenatore con idee offensive molto chiare farebbe solo del bene. E chissà, potrebbero esserci delle sorprese, qualora Glasner dovesse arrivare in Italia.

Vincere aiuta a vincere

La stagione dello scorso anno ha sicuramente caricato, oltre che i tifosi e tutto l’ambiente, anche i giocatori. Alla prima partecipazione della storia del club in una competizione europea, il raggiungimento delle semifinali era tutto fuorché scontato. Il progetto delle Eagles e il percorso in Europa hanno sicuramente conferito alla squadra ancor più consapevolezza, battendo una veterana della competizione come la Fiorentina.

Se l’uscita in FA Cup, quest’anno, è arrivata in modo inaspettato, quella in Coppa di Lega è arrivata ai quarti di finale, dopo i rigori contro l’Arsenal, capolista attuale in Premier League. Inoltre, il Crystal Palace si sta dimostrando sempre più la kryptonite del Liverpool di Arne Slot, sconfitto in Community Shield, Coppa di Lega e in campionato. Il progetto delle Eagles sta mostrando idee e fatti, espressi attraverso impegno e persolità dei giocatori.

E se vincere aiuta a vincere ,non è escluso il fatto che nei prossimi anni potremo vedere un Crystal Palace in grado di lottare per obiettivi ancora più importanti rispetto a quello di una salvezza in Premier League o un posizionamento a metà classifica.

Crystal Palace

I numeri non mentono

I numeri confermano quanto non sia semplice battere questo club. Il Palace ha registrato 12 clean sheet in Premier League: solo Arsenal e Manchester City hanno fatto meglio. Ma non è solo una questione di difesa posizionale. I dati del high-pressing raccontano un’altra storia: il Palace è una macchina da recupero palla nella metà campo offensiva. Con una media di 9.4 recuperi palla per match negli ultimi 30 metri, le Eagles hanno trasformato la fase di non possesso nella loro prima arma d’attacco. Non è un caso che il 30% dei gol di Sarr e Mateta sia nato proprio da transizioni rapide dopo un recupero alto. Una squadra dunque solida e che (recuperata palla) in fase di possesso porta quasi tutti gli uomini in zona offensiva, con inserimenti negli spazi, attacchi alla profondità e sovrapposizioni sulle fasce.

Il presente

L’attuale classifica di Premier dice che le Eagles occupano la metà classifica con 43 punti, ma con una partita in meno rispetto al Brentford, attualmente settimo e che occupa la posizione utile per l’accesso in Conference. Le lunghezze di differenza sono 5, non impossibili da recuperare.

La possibilità di giocarsi una finale di Conference e quindi la partecipazione in Europa League per la prossima stagione, inoltre, è sempre più dietro l’angolo. Il doppio impegno toglierà energie ai giocatori di Glasner, ma vale la pena rischiare: il trionfo in Conference sarebbe un altro traguardo storico, che permetterebbe l’accesso all’Europa League.

Le partite da giocare sono ancora tante.  I precedenti e i risultati degli ultimi 18 mesi ci suggeriscono che abbiamo sottovalutato fin troppo il Crystal Palace, il suo progetto tecnico serio e la sua rosa molto equilibrata. Le Eagles di Glasner sono pronte a spiccare il volo in questa finale di stagione.

Autori

  • 20 anni, studente e appassionato di sport. Solare, curioso e riflessivo: dal negativo estraggo sempre il positivo.

  • Fondatore di FuoriDalGioco. Studente di Scienze Giuridiche.
    Gestisco e coordino ogni attività diretta alla pubblicazione di contenuti come articoli e video, insieme alle pubbliche relazioni. Non mi pongo limiti di fronte alla possibilità di crescere e cerco l’avanguardia in ogni ambito. La mia missione è raccontare lo sport nella piena originalità.

Leggi altro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti