12 Maggio 2026
11 su 32. È questo il numero di tennisti italiani e spagnoli qualificati ai sedicesimi di finale agli Internazionali d’Italia: non un caso, non un’anomalia, ma la fotografia di un dominio. Il dominio Italia-Spagna. Un binomio che va ben oltre Sinner ed Alcaraz e che sta riscrivendo le gerarchie del circuito.
Se Sinner ed Alcaraz sono sicuramente i portabandiera dei rispettivi movimenti, alle loro spalle, e per merito loro, c’è un mondo. I due fenomeni hanno ridato vita a tutto il movimento, italiano e spagnolo e, la presenza di un terzo dei tennisti ai sedicesimi di finale a Roma italiani o spagnoli è decisamente un dato che rispecchia questa ascesa.
Sinner, Musetti, Cobolli, Darderi, Arnaldi, Bellucci e Pellegrino per l’Italia, Jodar, Landaluce, Fokina e Llamas Ruiz per la Spagna. Un duopolio che va oltre i nomi e i risultati. Si tratta di tutto un movimento che, sia in Spagna che in Italia continua a crescere, a livello di entusiasmo e, di conseguenza, anche a livello tecnico.
Prima Madrid e adesso Roma dimostrano come giocare in casa possa dare una spinta maggiore anche a tennisti non di primissimo livello ma che, sull’onda dell’entusiasmo, possono costruire grandi risultati. È il caso ovviamente di Rafa Jodar, di cui il futuro non è in discussione ma anche di Daniel Merida che, partendo dalle qualificazioni, nel torneo di casa è riuscito ad arrivare fino al terzo turno, sconfitto poi da Stefanos Tsitsipas.
Sponda azzurra l’aria romana ha invece ridato linfa a tanti giocatori italiani: da un ritrovato Matteo Arnaldi (vincitore dell’ATP 125 di Cagliari e sconfitto al terzo turno dopo una gran battaglia al terzo set da Jodar), a Mattia Bellucci (anche il ragazzo di Busto Arsizio uscito al terzo turno per mano di Landaluce), senza scordarsi dell’underdog più imprevedibile di Andrea Pellegrino. Partendo dalle qualificazioni, Pellegrino ha sconfitto prima Luca Nardi nel derby di primo turno, ha poi sfruttato il ritiro di Fils al secondo e, nella giornata di ieri si è imposto anche su Frances Tiafoe, conquistando i primi ottavi in un masters 1000 della carriera a 29 anni.


Se Jodar è oramai un talento consolidato (anche se fino a un paio di mesi fa non aveva ancora vinto un match a livello ATP), in questi Internazionali un nuovo talento spagnolo vuole prendersi la scena; si tratta del classe 2006 Martin Landaluce che dopo essere stato eliminato durante le qualificazioni (proprio da Andrea Pellegrino) ha potuto godere di un ripescaggio come lucky-loser che ha sfruttato alla grande: successi su Cilic e Bellucci e ottavi di finale conquistati.
Lato azzurro i talenti sono anche in questo caso numerosi e il tempo è dalla loro parte: i classe 2007 Cinà e Vasamì sono stati entrambi sconfitti al primo turno (il primo lottando fino alla fine con il semifinalista di Madrid Alexander Blocxk). Tanto talento, un movimento in continua crescita e la giovanissima età, tutto dalla parte di Jacopo e Federico che nei prossimi anni potranno contribuire a questo incredibile momento del tennis azzurro.
Come certificato anche dall’ultima finale di Coppa Davis (vinta dagli azzurri), Italia e Spagna sono avanti a tutti, con ampissimo distacco dagli altri paesi e il continuo nascere di nuove stelle non farà altro che aumentare questo gap.

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