FuoriDalGioco Gli sport che ami, la voce che cercavi
Abbiamo ancora bisogno della Joya

4 min di lettura

Calcio, Serie A –

Abbiamo ancora bisogno della Joya

Si sa, al termine delle stagioni, la parte più difficile è salutare chi in estate lascerà il proprio club: Lewandowski con il Barcellona, Griezmann con l’Atletico, Carvajal con il Real Madrid. In Italia, tra i tanti nomi in scadenza, c’è quello di Paulo Dybala. Ma noi siamo davvero pronti a salutare questo campione?

Probabilmente il rappresentante dell’infanzia di molti, ha fatto innamorare tre popoli, tutti in epoche diverse: sbocciato a Palermo, cresciuto a Torino e maturato a Roma.

Con già alle spalle il suo addio alla Juventus, vero colpo al cuore per i tifosi bianconeri, le parole a Parma avevano acceso l’allarme nella Capitale.

“Probabilmente il derby sarà la mia ultima partita davanti ai tifosi della Roma”. Ma quanta verità c’è dietro?

Numeri da pazza Joya

Se c’è una cosa di cui ci siamo accorti negli ultimi giorni, è che all’Italia serve ancora uno come Paulo Dybala. Magari infortuni ed età non pendono dalla sua parte, ma nelle due partite più importanti della stagione giallorossa, ha dimostrato ciò di cui è ancora capace.

Veniva definito un bollito, un giocatore finito dopo la Juventus. Da quando ha messo piede sul suolo di Trigoria, non c’è stato giorno in cui non fossi sicura di volerlo con i nostri colori.

No, non si parla dei gol, ma delle prestazioni tecniche uniche nel suo genere. I duelli vinti, la precisione nei passaggi, le occasioni da rete e l’assist nell’ultimo derby. Elementi che sottolineano quanto la Joya faccia la differenza tra gli undici in campo.

Sono solo 21 le presenze di questa stagione, con 2 gol e 4 assist, una riduzione notevole rispetto alle passate stagioni.

Le statistiche sono ciò che sono, ma la caratteristica più importante di Paulo non è numerica, ma l’essere sempre decisivo quando serve.

4 assist sono pochi, soprattutto per chi molto spesso è incaricato alla bandierina.

Ma andando più nello specifico, uno di questi è stato fondamentale nel secondo tempo di una delle partite più importanti di questa stagione.

Il sinistro chirurgico di Dybala è qualcosa che non si vede spesso, capace di mettere sempre palla nel posto giusto, con una precisione goniometrica. Forse quella giornalista ci aveva visto lungo quando lo soprannominò “il gioiello”.

Il gioiello argentino

La sua stagione riuscirei a definirla solo con un termine: tormentata.

Tanti, troppi infortuni, che non solo hanno condizionato particolarmente l’andamento della squadra ma anche le sorti del suo futuro. 

L’interrogativo sul rinnovo nasce proprio da questo: può Paulo Dybala valere 9 milioni dopo infortuni e assenze? La risposta è no.

Prestazioni brillanti ed efficaci a parte, in una Roma in crisi per il Fair Play finanziario, uno con le presenze della Joya non vale questi soldi.

Questo non significa che la Roma possa permettersi di perdere un giocatore tale.

In un calcio fatto di statistiche, bilanci e numeri, Paulo Dybala sembra proprio appartenere ad un’altra epoca.

Una dove il talento riusciva ancora ad emozionare prima di convincere.

Ridurre uno come lui a una semplice questione economica, sarebbe forse il più grande errore possibile.

Paulo è di più: è fantasia, tecnica, precisione, movimento. Ciò che ogni società vuole e cerca nella propria rosa: un giocatore in grado di essere chiunque.

Soprattutto perchè sostituire un giocatore come lui è impossibile in una situazione economica già precaria.

Sia per capacità tecniche uniche, sia per l’aderenza perfetta con altri giocatori.

Il dualismo Malen-Dybala ci racconta questo: due giocatori offensivi che si valorizzano a vicenda.

Senza i giusti soldi, l’argentino è insacrificabile.

Gli ultimi 90 minuti

Diciamocelo, il futuro di Dybala e di molti altri giocatori è nelle mani di Verona-Roma. 

Il match di domenica che vale la Champions, sarà la linea tra la permanenza nella Capitale o un addio immediato.

Ma sapete cosa? Io un traguardo così non me lo immagino senza la Joya. Quelle lacrime dopo Budapest erano reali e si colmavano a quelle di milioni di romanisti.

Nonostante fosse il suo primo anno, Paulo ha fatto la cosa più bella che si possa vedere nel calcio moderno: mostrare amore per la maglia.

Questo club non è mai solo di passaggio, e l’argentino lo sa bene, forse anche più di noi.

Forse tutto l’affetto deriva da una cosa, importante ma non scontata: la fiducia che gli è stata data. Quella che mancava da parte della Juventus, lui l’ha trovata da parte nostra, da parte dei colori giallorossi. 

E probabilmente prima o poi le strade tra Paulo e la Roma si divideranno, magari tra un anno, magari lunedì.

Questa storia d’amore finirà come molte altre del calcio e noi ci abitueremo al suo ritorno in Argentina, quando accadrà.

Ma una cosa è certa: esiste una Roma con Paulo Dybala e una senza di lui.

Autore

  • 19 anni, studentessa di Scienze della comunicazione e aspirante giornalista sportiva. Nella redazione di Fuori Dal Gioco mi occupo esclusivamente di scrivere contenuti calcistici, italiani ed europei. Mi piace parlare di dinamiche e argomenti in maniera schietta, mettendo in evidenza punti negativi e positivi di ogni storia o giocatore che racconto.

Leggi altro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti