12 Ottobre 2026
Il percorso di Mohamed Alì Zoma racconta una storia di crescita e intuizioni, partita dalla Serie C italiana e arrivata fino alla Germania. Dopo essersi messo in evidenza con l’AlbinoLeffe, l’attaccante ha scelto il Norimberga nell’estate del 2025, trovando un contesto ideale per valorizzare le proprie qualità.
Klose, così come il suo nuovo attaccante, ha avuto una parentesi in Italia. L’ex centravanti tedesco ha infatti indossato la maglia della Lazio dal 2011 al 2016, collezionando 171 presenze e 63 gol complessivi. In biancoceleste ha vinto la Coppa Italia nel 2013, proprio contro la Roma nella iconica finale del 26 Maggio, entrando nella storia del club.
Mohamed Alì Zoma non è approdato in Germania come una certezza già compiuta. È partito da Merate, in provincia di Lecco e ha lasciato l’Italia nell’estate del 2025, quando il Norimberga ha deciso di investire circa un milione e mezzo di euro su un attaccante proveniente dalla Serie C.
La scommessa, tuttavia, poggiava su fondamenta tutt’altro che fragili. Nell’ultima stagione italiana, Zoma aveva chiuso con 13 gol e 8 assist in 35 partite, numeri sufficienti per attirare l’attenzione di un club ambizioso e indicare la sua prontezza per un significativo salto di livello.
Il suo percorso, del resto, non è stato lineare. Entrato nel settore giovanile dell’AlbinoLeffe a dieci anni, Zoma aveva iniziato da esterno di centrocampo. Poi Giuseppe Biava ne ha intuito il potenziale offensivo: velocità, dribbling e capacità d’inserimento avrebbero potuto diventare assai più incisivi qualche metro più avanti.
Da quel momento, il campo ha assunto una nuova fisionomia. Zoma ha cominciato a gravitare più vicino alla porta, senza tuttavia rinunciare alla libertà di partire largo o di aggredire gli spazi. Il Norimberga ha rappresentato il naturale approdo di questo cambio di ruolo: un contesto più competitivo, ma anche l’occasione per affinare qualità già riconoscibili e renderle decisive.

Il rapporto con Miroslav Klose costituisce il fulcro della sua esperienza tedesca, ma per comprenderne l’impatto bisogna partire dall’arrivo dell’allenatore al Norimberga. Dopo una lunga carriera da centravanti, costruita tra Kaiserslautern, Werder Brema, Bayern Monaco e Lazio, Klose ha iniziato il percorso in panchina lavorando soprattutto nei settori giovanili e nello staff tecnico della Nazionale tedesca. L’esperienza maturata accanto a Hansi Flick gli ha permesso di avvicinarsi progressivamente al calcio professionistico prima della chiamata del Norimberga.
Quando il club lo ha chiamato, Klose ha trovato una società legata alla propria storia e una piazza che conosce il valore del lavoro sui giovani. Il suo compito non consiste soltanto nel guidare la squadra verso la promozione, ma anche nel valorizzare giocatori ancora da formare pienamente. Zoma rappresenta perfettamente questo progetto: un attaccante arrivato dalla Serie C, da accompagnare nel passaggio al calcio tedesco senza cancellarne l’identità.
Si è creato in oltre un indistruttibile legame con i tifosi del Der Club tanto da affermare in un’intervista a BILD: “La fiducia e l’amore che i tifosi mi dimostrano sono rari, non avevo mai vissuto nulla di simile prima d’ora. È un’atmosfera diversa. Questa cordialità è ciò che io definisco amore.”

La conferma è arrivata all’alba della stagione 2026/27. Alla prima giornata, contro la Dinamo Dresda, Zoma ha firmato una tripletta nel successo per 3-0 del Norimberga. Non un semplice lampo isolato: dopo sette giornate, il suo bilancio è già di sette gol in sette presenze.
Per il Norimberga, impegnato nella corsa al ritorno in Bundesliga dopo l’ultima apparizione nella massima serie nel 2019, si tratta di un vantaggio considerevole. Una squadra che ambisce alla promozione necessita di un riferimento offensivo affidabile. In questo avvio, Zoma ha dimostrato di poter incarnare esattamente quel ruolo.
Il rendimento in Germania ha prodotto conseguenze anche sul piano internazionale. Dopo l’exploit con il Norimberga, Zoma ha ricevuto la prima convocazione nella Nazionale maggiore italiana e ha debuttato l’8 ottobre 2026.

Il valore di Zoma non si esaurisce nel computo delle reti. La sua origine da esterno spiega perché sia in grado di interpretare il ruolo in maniera meno statica rispetto a un centravanti tradizionale.
Quando agisce alle spalle della punta, può ricevere tra le linee, occupare gli half-space e attaccare lateralmente i difensori. Se viene schierato più vicino alla porta, sfrutta invece la rapidità per anticipare i centrali e arrivare sul pallone prima che la retroguardia riesca a ricompattarsi.
Questa mobilità genera apprensione anche nelle azioni in cui non entra direttamente in possesso del pallone. Un suo movimento in profondità può costringere la linea difensiva ad abbassarsi; un’accelerazione verso l’esterno può spalancare il corridoio centrale per un compagno. Il suo contributo, dunque, non coincide sempre con l’ultima giocata: spesso prende forma alcuni secondi prima.
Klose sta lavorando proprio su questa consapevolezza. L’obiettivo è rendere Zoma meno leggibile e più completo, alternando attacchi profondi, movimenti incontro, smarcamenti preventivi e inserimenti alle spalle dei difensori. Il gol resta l’esito più appariscente, ma dietro di esso si cela un lavoro meticoloso fatto di analisi, ripetizioni e letture tattiche.
Il Norimberga non è riuscito a riconquistare stabilmente la Bundesliga, malgrado il blasone storico e una presenza pressoché costante nelle zone nobili della Zweite Bundesliga. Dalla retrocessione del 2019, il club ha alternato campagne animate da ambizioni promozione a fasi di marcata discontinuità, senza mai riuscire a consolidare un impianto societario e tecnico sufficientemente strutturato per sostenere il salto di categoria nel medio-lungo periodo.
Il problema non è stato esclusivamente riconducibile alla dimensione tecnica. Il Norimberga ha spesso allestito organici competitivi, ma ha mostrato una tenuta intermittente nei passaggi nevralgici della stagione, soprattutto quando la pressione della classifica ha iniziato a incidere sulle prestazioni. Le difficoltà nella gestione dei momenti ad alta tensione agonistica, l’avvicendamento degli allenatori e una pianificazione sportiva non sempre coerente hanno impedito alla squadra di convertire il proprio potenziale in risultati tangibili. Anche quando si è insediato stabilmente nella parte alta della graduatoria, il club ha faticato a mantenere il passo necessario per sostenere fino all’ultima giornata la volata promozione.
A ciò si è aggiunta una certa fragilità nella costruzione dell’organico. Il Norimberga ha dovuto conciliare la valorizzazione dei giovani prospetti con l’esigenza di affidarsi a elementi di maggiore esperienza, senza tuttavia individuare sempre il corretto equilibrio tra prospettiva e rendimento immediato. La squadra ha prodotto individualità di rilievo, ma non è riuscita con continuità a tradurle in un sistema di gioco riconoscibile, coeso e sufficientemente stabile per competere con realtà dotate di maggiore profondità strutturale.
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