FuoriDalGioco Gli sport che ami, la voce che cercavi
ANTONY SANTOS: FAVELA NEL SANGUE, CALCIO NEL CUORE

6 min di lettura

Calcio –

ANTONY SANTOS: FAVELA NEL SANGUE, CALCIO NEL CUORE

Antony esterno del Betis viene da lontano. Cresciuto tra le difficoltà delle favelas brasiliane, insegue il suo sogno e approda nel calcio che conta. In Europa si afferma facendosi strada fino alla sponda rossa di Manchester. Proprio qui, dove tutto sembrava compiuto, vive la parentesi più buia della sua carriera. Approda in Spagna per ricominciare da zero. Grazie ai los verdiblancos ritrova il sorriso ed è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. 

PER LE STRADE DI OSASCO

Da vivere nelle favelas a diventare uno degli acquisti più costosi di tutta la Premier League: ecco la storia di Antony Matheus dos Santos. Questo rapaz ha nella sua mente un solo obiettivo: giocare a futebol. La vita nelle favela è complicata e molto spesso è difficile uscirne.

Antony nasce a San Paolo, precisamente ad Osasco e conosce molto bene l’Inferninho. Qui impara a giocare, osserva e ruba ogni movimento. Si organizzano partite improvvisate nelle strade con palloni sgonfi. Ad Osasco ti puoi ritrovare a giocare con gli amici, ma anche contro perfetti sconosciuti. Da piccolo non possiede le scarpette per poter giocare. È testardo e non smette di credere nel suo sogno. La realtà è cruda: da un lato il sogno di diventare un calciatore, dall’altro il rischio di finire come tanti, perduti tra miseria e criminalità. Sceglie la via più difficile, ma anche la più luminosa.

L’ASCESA: CONTRO OGNI PREVISIONE HA SCELTO DI BRILLARE

Antony, espressione pura di talento, coglie quindi l’occasione e diventa calciatore. Muove i suoi primi passi nell’accademia del San Paolo, squadra nella quale inizia a brillare. É gracile, mingherlino e la dirigenza vuole tagliarlo fuori dal progetto. Torna a casa in lacrime, ma un dirigente lo difende affermando che ha quel qualcosa in più. Il calcio brasiliano è il palcoscenico adatto per mettere in mostra il suo estro: velocità, visione e dribbling. I brasiliani vivono il calcio con passione, attaccamento e devozione. Gli esempi da citare sono fenomeni quali Neymar, Adriano e Ronaldinho. É proprio da quel tempio chiamato Morumbi, casa del San Paolo, che si spiana la strada fino all’Europa. Il viaggio lo porterà tra qualche anno fino all’Old Trafford di Manchester, il celebre Teatro dei sogni. A volte è proprio vero, i sogni diventano realtà. 

DALL’ELITÉ OLANDESE…

Il 1° luglio 2020 viene acquistato dall’Ajax e l’approdo in Europa è tutt’altro che ostile. Cambia la lingua, il clima, le abitudini, ma nel club olandese riesce ad esprimere sé stesso. Dimostra che ci sa fare: fantasia, dribbling e spensieratezza non mancano nel suo repertorio. All’esordio segna un gol decisivo. Mancino naturale e come la maggior parte di loro da destra, controllando la palla di esterno, si accentra per servire un compagno o fare gol. Classica azione di un copione già visto, ma sempre letale. Ricordi sbiaditi questi, che portano alla memoria l’esterno per eccellenza di questa iconica azione: Arjen Robben.

Agganci, stop a seguire, tunnel, trivela, sombreri e chi ne ha più ne metta. Vera e propria poesia in movimento. Van Gogh espressione di genialità e pazzia ha dipinto le sue tele così come nel campo Antony dipinge la sua storia trasmettendo passione e creatività. L’Eredivise, ma in particolare l’Ajax ha scovato il suo gioiello più prezioso. In bacheca vanta due campionati e una coppa olandese. L’attenzione delle big non si fa attendere. 

…ALL’INFERNO INGLESE

L’occhio dei Red Devils è fisso sul funambolo brasiliano e ne monitorano la stagione. Nell’estate del 2022 abbandona l’Olanda e giunge in Inghilterra per la sorprendente cifra di 100 milioni di euro: qualcosa di inaudito fino a quel momento per il calciomercato inglese. A Manchester le aspettative sono alte e il giovane brasiliano fatica a trovare la sua dimensione. Si distingue per alcune giocate importanti, questo è ovvio, ma manca di concretezza.

Durante la partita di Europa League tra Manchester United e Sheriff inchiodata sullo 0-0, l’attaccante si esibisce in una doppia giravolta disegnano un doppio cerchio alla Giotto come ha ricordato il telecronista Nicola Roggero. Altri periodi non idilliaci caratterizzeranno la carriera del calciatore che da quel momento troverà un ambiente ostile in cui non riesce più a sentirsi vivo. È messo al margine del progetto, ma nel gennaio del 2025 arriva la svolta. Tutta questa sofferenza ha preparato Antony per il salto di qualità. 

LA RINASCITA BIANCOVERDE

Il 25 gennaio del 2025, dopo 3 anni di apparizioni fugaci -quasi un fantasma- senza mai lasciare il segno, approda al Betis Siviglia. Una scelta dettata dal bisogno di ritrovarsi. L’emblema di quel momento lo si potrebbe cercare nel famoso quadro del pittore tedesco Caspar David Friedrich: Il viandante sul mare di nebbia. Come il viandante, anche lui si trova sospeso in un tempo incerto. Qui, in Spagna con meno pressioni e lontano dai riflettori accecanti riesce ad esprimere calcio. Dimostra che: molto spesso siamo semplicemente nel posto sbagliato. I gol e le giocate arrivano, il sorriso ritorna e le prestazioni parlano per lui. Ha collezionato già 14 presenza ne LaLiga sfornando prestazioni eccellenti. Ora è felice.

NATO NELL’INFERNINHO, RINATO AL VILLAMARÍN

A oggi, dopo momenti travagliati, l’esterno brasiliano sembra essere sereno, tranquillo. La Spagna ricorda, per molti versi, il Brasile: cibo, sole, gente e passione. Porterà, indubbiamente, nel suo bagaglio personale tutte queste esperienze. In particolar modo sono curiosi i tatuaggi che simboleggiano la sua storia. Sul braccio ha una spada che rappresenta la favela, luogo in cui è nato e sulla schiena è raffigurato proprio questo paesaggio a dimostrazione dell’amore che prova verso questo luogo. Ultimo, ma non meno importante è sicuramente la scritta Iluminado presente sul collo. Questo tatuaggio è molto significativo perché spiega la sua sensazione: sentirsi grato e fortunato per ciò che ha raggiunto. Quando gioca, sulle scarpette ha inciso la parola favela. La speranza è che possa continuare a fare ciò che ama e a far innamorare tutto il mondo con le sue giocate.

Puoi togliere il bambino dalla favela, ma non la favela dal bambino.

Obrigado, Antony Dos Santos. 

L’immagine in evidenza è del profilo X di Antony

Autore

  • Sono Alessio Cicia, un docente e autore per Fuori dal Gioco. Intreccio la passione per il calcio con quella per la scrittura. Cerco sempre prospettive originali con il desiderio di raccontare il calcio attraverso uno sguardo critico e profondamente umano.

Leggi altro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti

Seguici su TikTok

Non perdere i nostri aggiornamenti e contenuti esclusivi ogni giorno!

Scopri il profilo