04 Novembre 2025
Ci sono cose che hanno una logica, una parte razionale. Poi ci sono cose che non si capiscono, che non seguono uno schema. La carriera di Zaniolo fa parte della seconda categoria di cose, eppure, ora, sembra aver trovato un filo logico da seguire.
Da Roma a Istanbul, Birmingham, Bergamo, Firenze e di nuovo Istanbul. Gli ultimi due anni e mezzo di Nicolò Zaniolo sono stati un andirivieni tra posti, e in nessuno di questi il ragazzo classe ’99 è riuscito a trovare i suoi spazi, a farsi valere.
Poi cambia qualcosa.

Succede che una nuova maglia non sia soltanto stoffa, ma speranza, possibilità. Da quando Nicolò indossa quella bianconera a Udine, sembra che qualcosa dentro di lui stia per ripartire. Sin dalle prime uscite in Friuli si è intravisto un dettaglio che, nell’ex Roma, mancava da tempo: la fame.
Tre gol nelle ultime 4 partite, prestazioni positive, di carattere, la voglia di dimostrare al mondo che lui c’è ancora, che la fiamma del “talentino giallorosso” di cui tanto si parlava non si è spenta definitivamente.
Tre gol, di cui uno all’Atalanta, una delle sue ex in cui aveva brillato poco. A dimostrazione che forse, e dico forse, non era solo lui il problema, ma anche la piazza.

Mi piace pensare che Udine sia il palcoscenico meno rumoroso, ma più autentico. Dove gli applausi non sono ciechi, ma meritati; dove ogni pallone toccato è una conferma che non vuole più essere soltanto “quello che poteva esplodere”. Vuole essere “quello che sta rinascendo”.
C’è stato un prima, sicuramente, fatto da infortuni che rallentano la corsa, da critiche che mettono pressione, da prime pagine sui giornali a mettere in risalto solo il negativo. Non sappiamo se ci sarà un dopo ma, intanto, Nicolò Zaniolo sta provando a riprendersi il presente. Ogni gol, ogni esultanza, sono la liberazione da un piccolo pezzo di quel puzzle pesantissimo che da troppo tempo si è costruito intorno a lui.
Il dopo è un’incognita, ma Nicolò ha il vantaggio di aver conosciuto già il fondo, di averci fatto amicizia e di essere ora agganciato alla corda per la risalita. Adesso ogni esultanza, ogni gol, ogni buona partita, sono un tassello fondamentale che dimostra che si può sempre ricominciare, anche quando qualcuno aveva già fatto partire i titoli di coda al tuo film.
Nicolò ora non sta solo giocando a calcio, sta sfidando il suo passato e, almeno per ora, lo sta battendo.
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