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La Norvegia e la sua “Nusa” ispiratrice

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Calcio –

La Norvegia e la sua “Nusa” ispiratrice

È arrivato il momento di parlare seriamente di Antonio Eromonsele Nordby Nusa, più facilmente conosciuto come Antonio Nusa. Sì, perché nella Norvegia delle stelle Haaland, Ødegaard e Sørloth, degli “italiani” Thorstvedt, Østigård, Heggem e Thorsby, dei quasi omonimi Berg e Berge, c’è un ragazzino che fa la differenza più di tutti. E nessuno ne parla come si deve.

IL NEYMAR NORVEGESE

Classe 2005, 180 cm, piede destro e linea del fallo laterale come migliore amica. Norvegese di nascita, ma di origini nigeriane (sponda paterna), Nusa è una delle tante stelle che la Norvegia sta mettendo in mostra nell’ultimo periodo. Il suo cartellino è di proprietà del Lipsia, che difficilmente sbaglia nell’individuare giovani talenti. E anche questa volta sembra che non si tratti di un buco nell’acqua.

Dribblomane puro con una vera e propria passione per il caos. “Mi piace creare il caos” aveva dichiarato in un’intervista nel 2021. Beh, chiedere a Giovanni Di Lorenzo. Nusa è stato una spina nel fianco per il capitano del Napoli nelle due gare di qualificazione ai Mondiali 2026 tra Italia e Norvegia. Letteralmente imprendibile, serie di dribbling da far girare la testa, qualche ankle breaker alla Kyrie Irving e due reti tra andata e ritorno segnate al malcapitato Gigio Donnarumma, di certo non l’ultimo arrivato.

Se lo si guarda giocare, si fa presto a capire a chi si ispira. “Neymar è il mio modello perché crea il caos in campo con il suo dribbling, proprio come me. È uno dei migliori al mondo”. Ci vorrà ancora del tempo per raggiungere il livello di Neymar prime, ma se questo è l’inizio…

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MA DA DOVE ARRIVA?

Nusa nasce il 17 aprile 2005 a Langhus, zona suburbana nel comune di Nordre Follo nel sud della Norvegia, da madre norvegese e padre nigeriano. La nomina di predestinato lo accompagna fin da giovanissimo. A 13 anni viene attenzionato e ingaggiato da una delle più importanti fucine di talenti della zona: lo Stabaek. Il suo talento non fatica a emergere, tanto che a 16 anni fa il suo esordio tra i grandi. Un mese dopo, nella gara di campionato contro il Bodo/Glimt segna la sua prima rete, diventando il secondo marcatore più giovane della storia della competizione. Nemmeno il tempo di festeggiare e incorniciare la maglia del suo primo gol che, a tre giorni di distanza, firma la sua prima doppietta, contro il Viking. Tanto, troppo forte per rimanere nascosto nell’ombra.

Passano pochi mesi dal suo debutto ed è già tempo di cambiare aria. Non si va troppo lontano, precisamente Bruges, nord del Belgio, sulle coste del Canale della Manica. I nerazzurri sborsano poco più di due milioni di euro per il suo cartellino. Intuizione geniale a dir poco. Nusa probabilmente è nato per distruggere record, ma lui non lo sa e lo fa comunque. Gol contro l’Union Saint-Gilloise e record di marcatore più giovane della storia del club infranto (durava dagli anni Settanta); gol al debutto in Champions League nel 4-0 al Porto del settembre 2022, diventando il primo 2005 a segnare nella competizione, dove è secondo nella classifica dei baby marcatori dietro solo ad Ansu Fati. La strada è segnata. Qui condivide lo spogliatoio con due vecchie/nuove conoscenze della Serie A: Tajon Buchanan, ex Inter, ora al Villareal, e Ardon Jashari, acquisto record della campagna estiva del Milan.

Da lì a poco un’altra squadra abbastanza brava a puntare sui giovani si fa avanti. È il Lipsia, che nel 2024 decide di acquistarlo. Contando questo inizio di stagione, Nusa racimola 47 presenze con la maglia dei tori rossi, segnando 6 gol e mandando in rete per 7 volte i compagni. Se proprio vogliamo trovare l’ago nel pagliaio, è su questi numeri che deve fare il passo decisivo in avanti. Per uno dalle sue cristalline qualità tecniche, una doppia-doppia a stagione è d’obbligo.

Nusa

CHI SE LO PRENDE ORA?

Le sue prestazioni nelle ultime gare con la Nazionale norvegese hanno confermato quanto già si sapeva. Non abbiamo scoperto l’acqua calda. Nusa è forte, fortissimo. Ha tutto quello che serve per essere un calciatore determinante nel calcio di oggi. Dribbling ubriacante, capacità di giocare a destra e a sinistra, gol, assist ed età dalla sua parte. Difficilmente continueremo a vederlo a lungo con la maglietta dei tori rossi di Germania.

Il Chelsea si era già informato in passato del prezzo del suo cartellino, offrendo una ventina di milioni. Proposta rispedita immediatamente al mittente. Per meno di quaranta non se ne parla. In Italia Juve prima e Napoli poi si erano mosse, senza affondare il colpo. Male. Adesso difficile poterselo permettere.

Anche la Roma sembrava interessata, ma vuoi per le regole del Fair Play Finanziario, vuoi per una mancata convinzione, Ranieri e Massara hanno deciso di rinunciare. Proprio nel 3-4-2-1 di Gasperini Nusa si andrebbe ad incastrare perfettamente. Indosserebbe quella maglia numero 11 che tanto manca, là, largo a sinistra, al fianco di Maty Soulé, sotto una prima punta, possibilmente sana.

Nusa
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CARRO NUSA

Date una squadra di prima fascia ad Antonio Nusa e non verrete delusi. Il carro Nusa è in partenza, stazione di Lipsia, binario 7, destinazione grandi palcoscenici internazionali. Siete ancora in tempo per salirci. Il Neymar di Langhus è pronto a prendersi tutto.

Autore

  • Ragazzo di 23 anni, matto per il calcio e il suo racconto quotidiano. Seguo il gioco tra campo e numeri, cronaca e analisi, con attenzione ai dettagli e alle storie che ne spiegano l’evoluzione. Un modo diretto e coinvolto di vivere e raccontare il calcio in tutte le sue forme.

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