29 Aprile 2026
Luglio 2007: la Coppa d’Asia sta per iniziare. In campo c’è una nazionale, quella dell’Iraq, composta da sciiti, sunniti e curdi. Uomini che, fuori dal rettangolo verde, il mondo vorrebbe nemici, ma che sotto la stessa maglia diventano fratelli.Mentre i caccia sorvolano lo stadio di Giacarta e le autobombe continuano a segnare il ritmo tragico della capitale, undici calciatori iniziano una marcia trionfale.
Questa è la ventunesima puntata di Confini di Gioco, il nostro podcast in collaborazione con Pallone e Parole. Mettetevi comodi e viaggiate con noi tra calcio e politica!
“Prima di ogni partita ci riunivamo e leggevamo i nomi delle vittime del giorno in Iraq. Giocavamo per dare loro un’ora di tregua, un’ora in cui non si sentissero esplosioni.” –Noor Sabri
La vittoria della Coppa d’Asia nel 2007 resta uno dei momenti più incredibili della storia dello sport mondiale. L’allenatore Jorvan Vieira si dimette dopo la finale, dichiarando: “Ho finito il mio lavoro. Questi ragazzi hanno fatto qualcosa che nessun politico è riuscito a fare: unire un Paese distrutto.” Quel trionfo diventa così il seme di una rinascita che trasforma radicalmente l’identità sportiva del paese.