11 Settembre 2026
Il 21 novembre 1973, allo Stadio Nazionale di Santiago del Cile, va in scena una delle partite più assurde della storia del calcio. Una partita che in realtà non c’è mai stata. Due mesi prima, l’11 settembre, Augusto Pinochet guida un colpo di Stato che rovescia il governo di Salvador Allende e instaura una feroce dittatura. Da quel momento, lo Stadio Nazionale diventa un enorme centro di detenzione, nel quale migliaia di oppositori vengono riuniti, interrogati, imprigionati e fatti sparire.
Nei giorni successivi, con il Paese ancora sotto shock, un dubbio prevale nell’ambiente: se alla nazionale verrà permesso di lasciare il Paese per onorare l’impegno contro l’Urss. Infatti tra i primi provvedimenti della giunta di Pinochet c’è infatti, che cosa? Il divieto categorico di espatrio.
Ne abbiamo parlato nella nuova puntata di Confini di Gioco, il podcast ufficiale di Fuori dal Gioco con Pallone e Parole.
A sbloccare la situazione è, paradossalmente, un canale interno alla stessa squadra: il medico della nazionale, Jacobo Helo, è anche il dottore personale del generale Gustavo Leigh, braccio destro di Pinochet, e riesce a convincere la giunta a lasciar partire la delegazione. Si, un favore personale, ma anche perché il regime, alle prese con l’isolamento internazionale seguito al golpe, vede in quella trasferta un’occasione per proiettare all’estero un’immagine di normalità. Crudeli, ma non stupidi.